Vale la pena pagare il blasone del vino?

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Mi piace bere i rossi di Bordeaux. Ma non vado alla caccia degli château famosi. Primo perché non me li posso permettere. Secondo perché non credo ne valga davvero la pena.

Capiamoci: Lafite, Latour, Margaux, Mouton vale sempre la pena di berli, se capita di averli nel bicchiere. Vini perfetti, straordinari esempi di eleganza anche nelle annate meno felici. Ma con quel che costano, ci mancherebbe che non fosse così. E allora mi chiedo: vale la pena pagare il blasone, la fama? E il prezzo è giustificato?

Alla seconda domanda rispondo: sì, il prezzo è giustificato, ché la storia e l’affidailità hanno un valore.

Alla prima domanda, però, rispondo: no, non vale la pena. Si può bere benissimo senza svenarsi. Occorre metterci impegno, ricerca, passione. Ma si può bere benissimo anche senza sborsare un sacco di soldi per la griffe. E con i quattrini che avreste destinato a una sola bottiglia potete farvi una bella full immersion in una serie di etichette della medesima denominazione. Etichette minori, di minor fama e minor forza evocatrice, certo, ma buone. E tanto mi basta.

Articolo originariamente pubblicato il 30 settembre 2013


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1 comment

  1. alexilalas Rispondi

    Condivido in pieno.
    Facile bere bene puntando su alcune grandi etichette.
    Molto più affascinante andare alla scoperta di chi riesce a proporre una straordinaria qualità a cifre non esorbitanti.
    Tralasciando il fatto, non secondario, che spesso dietro i grandi nomi è più difficile ritrovare quella passione che non è ingrediente trascurabile per chi anela all’eccellenza.