Se in Usa un Prosecco vende come tutto lo Champagne

calice_spumante_prosecco_champagne_400

Cinquecentosessantuno virgola sei per cento. È questa la percentuale di crescita del Prosecco sul mercato americano dal 2010 a oggi. Anzi, da fine 2010 a fine 2018, perché forse sta ancora crescendo.

Diciamocelo: il 561,6% di crescita ha del clamoroso. Pensate che solo nel 2007 il Prosecco là negli Stati Uniti vendeva meno di 6 milioni di bottiglie. Poi è cominciata l’ascesa. Nel 2010 era già intorno agli 11 milioni di bottiglie, nel 2011 era balzato a 25 milioni, nel 2017 ha chiuso a quasi 64 milioni e nel 2018 è salito ancora. Boom.

L’ho letto su Wine Spectator. Che scrive anche che il Prosecco più venduto negli States, ossia La Marca, che è del colosso E. & J. Gallo, l’anno passato ha piazzato sul mercato americano, da solo, qualcosa come 23 milioni di bottiglie, all’incirca. Pazzesco.

E le altre bollicine come sono andate, come stanno andando?

Be’, le seconde più vendute in Usa sono quelle degli sparkling della California, cresciute del 26,6% dal 2010, ma intorno ai 35 milioni di bottiglie in tutto. Un po’ sotto c’è lo Champagne, che è salito del 40,4% nel periodo ed è quasi eguagliato, come volumi, dal Cava, aumentato del 19,2% dal 2010 a oggi. Ma da solo il Prosecco La Marca vende quanto tutto lo Champagne o quanto tutto il Cava.

Insisto, è impressionante. Perché è vero che le bollicine piacciono sempre di più agli americani – tutte le bollicine -, ma che va forte come il Prosecco non c’è nessuno. Del resto, se da quelle parti una sola marca di Prosecco riesce a vendere come tutto lo Champagne messo insieme…


Scrivi un commento

3 comments

  1. giovanni Rispondi

    … a me questi articoli mi fanno venire il volta stomaco !!! … perchè ?? … perchè si parla sempre e solo di quantità di bottiglie e mai di fatturato … di VALORE !!! … noi, l’azienda dove io lavoro, siamo in USA dal 2010 e facciamo fatica a crescere, anzi non cresciamo x niente … chissà perchè ?? … ah si, forse dovrei abbassare di un ulteriore 30% il prezzo netto attuale del nostro Prosecco e forse potremmo crescere anche noi ! … e BASTA con queste notizie becere sul Prosecco … perchè se domani quelli dello Champagne abbassassero il prezzo del 50% (e credetemi, anche cosi guadagnano più di noi) le vendite aumenterebbero del 1000% !!! … BASTA BASTA e BASTA !!!! ….

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      Che nel mondo del Prosecco ci sia del nervosismo lo dimostra questo suo commento urlato (e, mi permetta, non mi piace si urli a casa mia) nel quale riprende temi abusati (volumi, prezzi) senza invece tenere conto di un fattore determinante, ossia la marginalità. Perché qui sta la chiave invece. Il mondo del Prosecco ha voluto e potuto crescere a dismisura nei volumi perché anche una marginalità molto piccola, applicata a volumi enormi, dava grande redditività, e probabilmente la sta ancora dando, lato viticolo. In questi anni di crescita la plv di un ettaro di vigna piantata a glera era tra le più alte in assoluto che si potessero avere nel mondo viticolo italiano: ripeto, tra le più alte in assoluto, questo è innegabile. Mi obietterà che un ragionamento del genere non lo possono fare i piccoli produttori. Vero, ma per quelli la leva competitiva può (e deve) essere l’alta qualità della produzione e solo l’alta qualità della produzione. Magari guardando anche alla sostenibilità, alla naturalità. All’identità. Che però è piuttosto improbabile si ottengano con rese alte su terreni di pianura. E così pure è improbabile che si possa fare reddito pensando di competere sugli stessi target e sugli stessi mercati che sono presidiati dai player globali. Quanto alla sua pretesa del “basta” ad articoli come il mio, se ne faccia una ragione: continuerò a scrivere del fenomeno Prosecco, che è fatto anche (e per ora soprattutto) di volumi e di marginalità. E se la prima rivista al mondo del settore del vino – Wine Spectator – ne parla anche in termini di volumi, be’, è una notizia che non posso certo trascurare, altro che “basta”. Del resto, io non pretendo di dirle “basta” col produrre Prosecco, no?

  2. Luigi Rispondi

    Siamo solo ai primi passi