Un vino perfetto, l’Ambonnay rouge di Egly-Ouriet

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“Imbarazzante, da tant’è buono”. Ecco, questa descrizione l’ho fatta mia. Avevamo nei bicchieri l’Ambonnay Rouge di Egly-Ouriet, vendemmia 2013, e sì, l’ho trovato anch’io perfino imbarazzante, da tant’è buono, ma il copyright della definzione non è mio, bensì di Silvio Piona, vigneron delle mie parti, e la bottiglia l’aveva portata lui.

Ecco, questo qui è un vino che anche per me rasenta la perfezione. Insomma, è tra qui vini che io chiamo assoluti. Colore scarico che d’immediato ti dice “hai nel bicchiere un pinot noir”. Fruttini che arrivano netti, continui, succosissimi. Un’impalcatura tannica che non ha spigoli, non ha eccessi, ma sorregge mirabilmente (avverbio desueto, ma bellissimo) la beva e le offre eleganza e lunghezza.

Un vino de mettere in tavola e anche – o forse meglio – da centellinare conversando in una sera d’inverno, dopo cena, e magari là fuori incomincia anche a nevicare. Lo so, lo so, scrivere descrizioni del genere appare azzardato, ma che volete farci, la penso così, e spero di aver presto dalla mia un’altra bottiglia. Unico difetto è il prezzo, ché a meno di 100 euro non lo trovate di sicuro.

Coteaux Champenois Ambonnay Rouge Cuvée des Grands Côtés Vieilles Vignes 2013 Egly-Ouriet
(98/100)

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