Un Sauvignon abruzzese buonissimo e originale

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Già vi ho parlato di questo piccolo produttore abruzzese, Donato Di Tommaso. Questo, il Sauvignon Blanc, è uno dei suoi vini più difficili da reperire perché ne produce veramente poco, e quel poco viene bruciato in un amen.

Lo definirei una visione sudista del sauvignon. Una varietà che dà il meglio di sé nei territori più freddi e calcarei di Sancerre. O nell’altro emisfero in Nuova Zelanda. Nulla farebbe quindi presagire di trovare un minimo interesse in un Sauvignon prodotto in Abruzzo, un ossimoro che potrebbe paragonarsi ad un Nero d’Avola dell’Alto Adige. E invece siamo di fronte all’eccezione che ci sorprende.

Il colore è caldo e dorato. Un naso particolare che gira intorno alla frutta esotica e a quella più acidula come il frutto della passione. Poi buccia di arancia, agrumi canditi. Nessun riferimento vegetale, non cercate quindi l’ortica o gli odori felini. Con eleganza evita qualsiasi rischio di ossidazione o di evoluzione, rimanendo sempre garbato. La maturità emerge in bocca, che alterna una materia grassa a bagliori di acidità. Chiusura davvero piacevole con dei cenni di tannino.

Buonissimo e originale, è lontano da quello che, sbagliando, ci aspettiamo da questa varietà. Deborda di frutta e nel finale presenta un aroma di miele di zagara e anche dei sospetti di muffa nobile. Cercatelo.

Colline Pescaresi Sauvignon Blanc 2018 Donato Di Tommaso
(91/100)

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