Un rusticissimo Lambrusco, il Neromaestri

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So bene che il mio parere ha fatto arricciare il naso a qualche altro assaggiatore durante un recente tasting dei vini dei produttori di VinNatur, e dunque non pretendo di avere ragione io quando affermo che questo qui è un grande Lambrusco di tradizione, ma che volete farci, i pareri sono soggettivi, e dunque soggettivamente riaffermo che questo qui è un vino contadino serissimo e consistente.

Certo, appena te lo versi nel calice è parecchio ridotto, ma sotto ci avverti il fruttino nero, tanto fruttino nero, e qualche bella e rinfrescante vena verde, tant’è che poi, col tempo, nel bicchiere, il vino si pulisce, e l’indole fruttata ha il sopravvento. Il corpo mi pare considerevole e anche al palato il frutto esce piano, quasi al ralenty, ma in progressione, come già al naso, e alla distanza cresce. Vero, è selvaticissimo e rusticissimo, ma, ripeto, per me è un vino notevole, che vorrei insieme alla più tradizionale delle cucine padane, con un sontuoso bollito per esempio, e sono sicuro che la piacevolezza sarebbe ancora maggiore. Dunque, azzardo un punteggione.

Per gli appassionati dell’uvaggio, mi si dice che è fatto con uve soprattutto di lambrusco maestri e poi di lambrusco grasparossa, e forse anche di malbo gentile e di ancellotta, e queste ultime due sono scritte sulla scheda che mi è stata data, ma non sul sito del produttore. Ovvio che con uve del genere il vino non può che essere profondamente scuro nella colorazione.

Emilia Lambrusco Neromaestri 2016 Quarticello
(90/100)

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