Ecco, questo è un rosso di quelli che piacciono a me

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È andata così. Fine agosto, di passaggio nel Beaujolais. Entro in un’enoteca a Villefranche-sur-Saône. Spiego al titolare che cerco dei vini locale che abbiano finezza e beva, mica roba concentrata. Il gamay mi piace, quand’è espressione dei terroir del Beaujolais ancora di più.
Me ne consiglia alcuni. Mi parla bene di un Côte de Brouilly, il 2014 di Claude Geoffray, spiegandomi che le colline della zona hanno la bella anomalia di suoli fatti d’argilla e di pietra vulcanica. Vigne vecchie. M’incuriosisce, ne prendo una bottiglia. Oggi mi maledico per averne presa una sola.
Ecco, questo è uno di quei rossi che definisco esemplari del mio modo d’intendere i rossi. Strabevibile, eppure anche complesso e insieme fine, delicato, perfino cesellato, senza tuttavia indulgere nell’autocompiacimento enologico. Uno splendido vino caratteriale, che chiama assolutamente la tavola e la conversazione e il piacere della compagnia.
Côte de Brouilly Cuvée Zaccharie 2014 Château Thivin Claude Geoffray
(94/100)

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