Un rosé tra i cult wines, a 4999 dollari

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Conosciamo tutti (pur senza averli necessariamente assaggiati) almeno qualcuno dei vini “cult”. Vini iconici che rappresentano o hanno rappresentato un territorio, una varietà, una idea o una personalità del mondo del vino. Pensiamo ad esempio a Sassicaia o Masseto in Italia.

Sappiamo anche che gli americani sono molto inclini ad attribuire premi, encomi, etichette, a redigere classifiche, a creare scale di valori a partire da punteggi o dal costo di un determinato vino. Napa negli anni si è affermata come la culla di questi vini rari e ricercati. Si parla e sparla dei costi dei più grandi Bordeaux, dimenticando che uno qualsiasi dei merlot o cabernet californiani costa spesso intorno a 100 dollari per l’entry level, e poi si sale vertiginosamente per le selezioni più esclusive. E non sempre la qualità va a braccetto col prezzo.

Se c’è un vino cult, anzi direi stracult a Napa Valley, questo è Screaming Eagle. Il Cabernet Sauvignon di questa cantina viene via a circa 3500 dollari, ammesso che siate in grado di procurarvelo, anche a queste quotazioni è quasi impossibile trovarlo perché si vende su prenotazione e ai soli clienti abituali. Quello che non sapevo è che il loro vino più caro fosse in realtà il Sauvignon Blanc, venduto alla modica somma di oltre 4000 dollari.

O meglio, questo era il loro vino più caro fino ad oggi. A superarlo, secondo quando riferisce il blog Talk-A-Vino, sarà un Cabernet Sauvignon rosé, prodotto in sole 360 bottiglie e venduto singolarmente ai soli membri iscritti all’esclsusiva mailing list. Il suo costo? 4999 dollari. Direte che potevano fare 5000 dollari, tanto non siamo al discount, ma si vede che anche qui le logiche di marketing sono dure da superare. Un altro segnale, se ce ne fosse ancora bisogno, della rosé madness negli Stati Uniti e del fatto che ormai il rosè ha abbattuto qualsiasi barriera.

Dimenticavo: se ne avete una bottiglia e volete condividerla, sono a disposizione.


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