Se a un milione a ettaro acquista vigne solo l’industria

france_valley_400

Il prezzo medio di un ettaro di vigneto dello Champagne è di 1,1 milioni di euro. Una fortuna. E un problema.

Una fortuna perché se hai un vigneto, quello vale un sacco di soldi. Un problema perché quando devi pagare le tasse di successione, che in Francia sono altissime, non ce la fai. E un altro problema perché se hai un’aziendina e intendi allargarti non ce la puoi fare a comprare, a quelle cifre. E ancora un problema perché le stesse cantine sociali, che sono la spina dorsale della produzione champagnista, si trovano gradualmente con meno vigneti a disposizione, dato che ad acquistare dai viticoltori che intendono vendere o che sono costretti a vendere sono solo i grandi marchi industriali, e non può essere diversamente, a quei prezzi. Così, dei 150-200 ettari (la cifra viene da La Revue du Vin de France) che annualmente passano di mano in Champagne, la gran parte finisce alle maison o ai négociant. Il che è un guaio ancora più serio per il mondo cooperativo: più i grossi nomi possiedono vigne, meno vino compreranno dalle sociali. Con conseguenti rischi enormi per l’equilibrio socioeconomico dell’intero territorio.

Insomma, il modello Champagne sta incominciando a mostrare qualche crepa, e allora si corre ai ripari. La Fédération des Coopératives Viticoles de la Champagne ha infatti lanciato un progetto finanziario che consenta ai piccoli viticoltori o ai giovani di acquistare vigneti. Una società di gestione fondiaria, con quote minime di appena mille euro, che raccoglie risparmio da investitori privati per finanziare l’acquisto di vigne. Chi investe nel fondo si accolla il rischio finanziario, ovviamente, ma ha una piccola redditività, attorno all’1% annuo, e può acquistare a prezzo di favore lo Champagne che viene dai vigneti acquisiti dal fondo.

L’obiettivo iniziale è di comprare vigne per un valore di 8 milioni di euro, e dunque all’incirca otto ettari. L’iniziativa si chiama France Valley Champagne. On line si trova anche la brochure che ne illustra i contenuti.

Sempre avanti, questi francesi del vino.


Scrivi un commento