Un meraviglioso colpo di fortuna

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Quando penso ad una crisi – mia o di qualche persona vicina – ci associo sempre il verbo “attraversare”.

Sì, la crisi va attraversata.

Ed è come attraversare un fiume: richiede impegno, concentrazione e un po’ di coraggio.

La corrente si muove attorno a noi e ci fa sentire instabili, ma noi possiamo procedere lentamente, prestando attenzione ai nostri passi, ai nostri piedi appoggiati sul fondo.

Possiamo tastare la solidità della base d’appoggio e, se non ci convince, cercarne una migliore un po’ più in là.

Se serve, possiamo fermarci tra un passo e l’altro, e prender fiato.

Possiamo distrarre la paura guardando la natura, ascoltandone i suoni.

Capiterà che la forza dell’acqua ci faccia sbandare, è normale, come lo è doverla assecondare per procedere.

E se poi approderemo in un punto differente da quello che avremmo voluto, non avrà importanza. Che sia più a monte o più a valle, la terra ferma ci accoglierà e potremo riprendere il cammino.

E magari quel punto sarà migliore di quello che ci eravamo prefissi.

Chi lo sa? “Non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna” dice il Dalai Lama. Io gli credo.


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