Un fenicottero

un fenicottero

Non faccio in tempo ad accartocciare la cartina che copre le sigarette nel pacchetto. “Aspetta! Non lo sai a cosa serve?” Non avevo proprio idea. Gliela passo. Lui nasconde le mani sotto il tavolo, io continuo a bere la mia birra. Sorrido. Sorrido per la curiosità, per la sorpresa, ma sorrido anche per la sua faccia. Le sue labbra prendono una forma rilassata e bambinesca quando è nel pieno della sua creatività. I suoi occhi zampillano gioia. Le sue mani riemergono da sotto la tovaglia con un cuoricino e, mentre me lo dà, butta un bacino. Soltanto lui riesce a farmi rimanere senza una parola. Chiedo cretinamente: “Ma che cos’è?” E lui, perfettamente allineato, dice: “Un fenicottero“. E questo, io, lo chiamo amore.


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