Un assurdo cashback che uccide l’innovazione agricola

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Questa cosa che per avere titolo a ricevere il cashback si escludano gli acquisti on line non la capisco. O meglio, la comprendo perfettamente se l’operazione è orientata a ridurre il “nero” e contemporaneamente “alfabetizzare” gli italiani all’uso della moneta elettronica rendendogliela “conveniente”, ma la ritengo poco ragionevole quando l’ecommerce lo si consideri come un’unica galassia.

Vero, il grosso del commercio on line passa da pochissime multinazionali che hanno sede all’estero, e dunque conteggiare le transazioni su tali piattaforme tra quelle che danno titolo ad un ristorno governativo è scorretto. Ma l’ecommerce è “anche” una straordinaria occasione a disposizione delle attività agricole e artigianali delle aree più periferiche, come la montagna, ad esempio. E bisogna mettere in conto che in genere a “buttarsi” nel commercio elettronico in questi territori “marginali” sono soprattutto i giovani, che vogliono davvero “tornare” alla terra e al lavoro manuale e vedono nell’on line la chance per dare visibilità e remuneratività aggiuntiva alla loro attività. Ecco, escluderli significa ancora una volta avere una visione limitata, miope, tutta concentrata sulle grandi realtà urbane, dimentica delle province, delle colline, della aree montuose o anche dei litorali non turistici, delle campagne più remote, e soprattutto sorda alle prospettive che la tecnologia offre ai giovani che vogliano davvero rinnovare i lavori dell’artigianato e dell’agricoltura.

Nella politica italiana – in tutta quanta la politica italiana – è assente una visione di prospettiva, e la grande prospettiva che dovrebbe porsi la politica è quella di accompagnare i giovani verso un futuro necessariamente diverso dal passato. Un futuro che li veda protagonisti, perché saranno loro a doversi accollare per decenni il peso dei debiti che tutti stiamo assumendo in questa crisi. Dimenticare che i giovani attuano l’innovazione del lavoro agricolo e artigiano “anche” ricorrendo al commercio elettronico è una prova ulteriore della mancanza di visione prospettica che affligge la nostra politica.

Da parte mia, sto cercando in lungo e in largo in giro per l’Italia imprese “giovani” che abbiano aperto i loro negozietti on line. Sto acquistando da loro prodotti straordinari, che assai difficilmente troverei attraverso i canali distributivi tradizionali e che mi costano molto, visto che devo pagare anche il trasporto. Lo faccio perché penso che sia importante dare almeno un segnale, una pacca sulla spalla a chi “inventa” una “nuova agricoltura” e un “nuovo artigianato”, soprattutto nelle zone più remote di quest’Italia che potrebbe essere davvero un Paese straordinario, con la maiuscola. Se volesse.


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2 comments

  1. Lanegano Rispondi

    Sottoscrivo. Anche perchè nei miei numerosi acquisti online mi rivolgo pressochè esclusivamente a piccoli produttori artigianali difficili da reperire nelle enoteche. Anche i portali che utilizzo sono prevalentemente piccole/medie realtà. Ennesima occasione persa nonostante fosse effettivamente complicato escludere i colossi della vendita online dal cashback.

  2. Mario Gagliardi Rispondi

    Gentile Angelo Peretti, buongiorno. Analisi perfetta ; condivido ogni parola.