Trecase, il paese sul Vesuvio con tre vignaioli Fivi

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Sappiamo che la Federazione italiana Vignaioli indipendenti quest’anno ha compiuto dieci anni durante i quali ha tracciato un solco importante per i piccoli vignaioli, diventando un ente istituzionale capace di dare loro voce. Matilde Poggi, vignaiola del territorio di Bardolino, ne è presidente dal 2013 e rimarrà in carica fino al 2019. L’appuntamento annuale della fiera mercato Fivi a Piacenza è stata una idea vincente per la crescita della federazione e delle tante aziende italiane che vi aderiscono. Tra queste, ben tre produttori hanno vigne nel piccolo comune di Trecase, di antica anima vignaiola.

Uno è Maurizio Russo di Cantina del Vesuvio che, da tempi nemmeno immaginabili in questo territorio, si è dedicato all’enoturismo riuscendo a raggiungere numeri importanti. I suoi 16 ettari di vigna sono tra i più belli sul Vesuvio, affacciano sul mare con una vista mozzafiato sul golfo di Napoli. Il cono del vulcano sembra accomodato sui filari dove ritroviamo i vitigni storici del territorio: caprettone, falanghina, catalanesca, ancora qualche grappolo di greco ormai quasi scomparso, poi piedirosso e aglianico.

Oggi è seguito da un giovane enologo, Andrea Matrone, a sua volta vigneron Fivi e produttore. La cantina di famiglia, Cantine Matrone, ha origini molto antiche, come testimonia la stampa del Settecento esposta in azienda riportante una vasta area denominata Tenuta dei Matroni. A Trecase possiede la vigna Bosco dei Monaci, nella zona che porta lo stesso nome. Anche questa guarda al mare e Andrea qui preserva vecchie piante allevate con il tradizionale sistema della pergola vesuviana tra le quali individuiamo con emozione alcune varietà storiche ormai rarissime: l’uva rosa, un tempo molto diffusa anche tra le colline di Napoli, e le uve a bacca nera Cancello e Colonna. Andrea si è fatto notare per la sua grande passione e la qualità dei vini. È stato il primo a portare la vite ad alberello sul Vesuvio  nutrendo grandi aspettative verso questo progetto.

Sempre in zona c’è la piccola azienda Casa Setaro di Massimo Setaro. Insieme a sua moglie Rosaria sono figli di contadini ed hanno voluto valorizzare il forte legame con la terra nera trasmesso loro sin da bambini. Ci sono riusciti benissimo, i loro vini sono molto richiesti ed hanno saputo raccogliere ottimi risultati nell’intento di puntare sul caprettone, uva a bacca bianca che si esprime meravigliosamente in questo areale, riproducendolo in proprio attraverso il sistema della propaggine. Con la stessa meticolosità e pazienza sono state riprodotte molte piante di piedirosso, portando avanti le varietà della propria famiglia. Le bollicine metodo classico da uve caprettone rappresentano un altro grande intuito che ha dato loro ragione.

I vigneti dei tre vignaioli Fivi sono tutti a piede franco, altro particolare che rafforza l’identità territoriale dei loro vini.

Presto a Trecase nascerà il museo del vino grazie alla sensibilità dell’attuale sindaco Raffaele De Luca il quale ha espresso e raccontato la ferma volontà di investire per valorizzare le antichi origini agricole e vignaiole del piccolo comune vesuviano dove, le strette vie risalenti dal centro verso il Vesuvio, sono ancora tratteggiate dai muretti a secco di lava nera. Uno scenario unico e affascinante che è ormai tempo di recuperare con la giusta attenzione.


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