Terre di Pietra che prosegue sicura la propria via

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Cristiano è uno di quelli che sanno come si cammina in montagna. Perché gli piace la montagna, sì, e forse è da lì che ha appreso (o forse era una nozione che aveva già dentro di sé, chissà) che quando si è lassù il passo deve essere consapevole, prima di tutto consapevole, perché la montagna è bella se la affronti con rispetto e il rispetto vuole consapevolezza, appunto, e allora sì che si arriva fino alle cime e se ne ridiscende poi stanchi, sfiniti magari, ma sicuri. Come nella vita, esattamente come nell’esperienza dell’esistenza, anche nella quotidianità.

Cristiano Saletti l’ho sempre stimato. Lo stimo ancora di più adesso che la salita della vita gli si è impennata davanti all’improvviso e lui l’ha presa con rispetto profondissimo, questa salita, e sta continuando a coltivare un sogno e a farlo rifiorire giorno dopo giorno e mi pare che quel fiore sia anche più splendente che mai. Il sogno è quello che aveva preso a coltivare con Laura, il sogno di Terre di Pietra, cantina piccola e giovane che s’è imposta come una delle più belle cose che siano nate nella Valpolicella nelle ultime poche manciate d’anni. Laura non c’è più, ma Terre di Pietra brilla come a volte fanno i rifugi d’alta montagna quando li guardi di lontano e il sole va a specchiarcisi dentro.

Ho assaggiato e poi ribevuto di recente due vini di Terre di Pietra. Due vini che sanno stare sulla tavola, e ci stanno benissimo, e chiamano la chiacchiera e il pane e il companatico, e non è per niente cosa da poco in un territorio, la Valpolicella, che troppo a lungo e con troppa frequenza ha invece inseguito altre suggestioni.

Valpolicella Piccola Peste 2017 Terre di Pietra

Rubino porpora, chiaro. Fiori e i fruttini, lampone, mirtillo. Da mettere in tavola con il pane e una scaglia di formaggio, per chiacchierarci su disimpegnati, da versare nel bicchiere per la cucina di casa, senza ansie da degustazione, servendolo alla temperatura che si trova nelle cantine e anche un po’ più bassa, se lo bevete nei giorni caldi d’estate. (87/100)

Valpolicella Superiore Vigna del Peste 2015 Terre di Pietra

Bellissimo e cristallino colore rubino con vena granato-aranciata. Vibrante d’immediato. Frutto (la ciliegia, eccola qui la ciliegia croccante che matura un po’ più tardi, in Valpolicella alta) e spezie (quella della corvina veronese, il chiodo di garofano, la cannella). Tracce di tamarindo e di noce. Fiori anche, ciclamino direi, accennato. Ha giovinezza, tanta. (89/100)


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