È il tempo che permette ai grandi terroir di emergere

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È il tempo che permette ai grandi terroir di emergere. L’affermazione non è mia, ma la condivido in toto. L’ha detta Olivier Poels su La Revue du Vin de France. Ed è il motivo per cui mi piace bere i vini che abbiano superato la prova del tempo e che mi rende convintissimo che non esiste alcun vino di terroir che, se ben fatto, non sappia affrontare il tempo beneficiandone. Anche nelle denominazioni solitamente meno considerate, quando si parla di longevità. C’è chi ha bevuto con me, di recente, dei Bardolino del 1959 o addirittura del 1955, per dire.

“A due anni d’età – sostiene Poels – la maggior parte dei vini d’una stessa denominazione si somiglia, il savoir-faire enologico moderno ha appiattito gli stili”. Ha ragione. Ma col tempo non c’è adattamento enologico che tenga. Col tempo emerge il terroir, se in bottiglia c’è un vino di terroir. Altrimenti il vino non regge, non ce la fa, si spegne. Ne sono fermamente convinto.

Certo, c’è la questione del prezzo, perché se devi comprare un vino oggi per berlo tra dieci o vent’anni quanto meno ti serve una buona cantina dove conservarlo. E se invece lo compri già affinato costa evidentemente di più che a comprarlo giovane. Però “il piacere di bere una bottiglia patinata dal tempo non ha prezzo” e anzi “è il fondamento stesso della nostra cultura enologica”. Il virgolettato è sempre suo, di Olivier Poels. Lo faccio mio.


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