Su un Bordeaux del 1959

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Certo, non sono più giovanissimo, ma ho una fortuna, quella d’essere nato in una gran bella annata. Per il vino, intendo. Sono del ’59. Bottiglie del ’59 se ne trovano. Bordeaux in particolare. Non è per niente difficile procurarsi bottiglie di rossi bordolesi d’antan. Quelle del ’59 sono strepitose. Grande annata, sicuro.
Ho stappato un Saint-Estèphe del 1959. Quello di Château Le Crock. Famiglia Cuvelier.
Appena aperto, i profumi erano riottosi a concedersi. Ovvio, dopo tutto quel tempo. Ma il colore, ah, il colore era bellissimo. Proprio uno splendido, aristocratico colore rosso bordeaux vivace e brillante con un’unghia appena aranciata. In bocca, poi, il vino s’è mostrato immediatamente dinamico, scattante, giovanile. Il fruttino di già in evidenza. Il sale. Un che di pepatura appena accennata.
Poi, prendendo aria nel calice, il vino, il mio vino del ’59, è andato via via aprendosi, trasformandosi, mutandosi, concedendosi. Fiori appassiti, agrumi, tanta arancia sanguinella. Una golosità assoluta, un piacere succoso e irresistibile. Una beva totale.
Ecco, è questo il bello del Bordeaux d’una volta. La loro incredibile, probabilmente irripetibile bevibilità, e la loro eleganza che non teme gli anni e i decenni. In questo caso, ormai parecchi decenni. Per mia sfortuna. Per mia fortuna.
No, non ho dubbi, è per mia fortuna. La fortuna d’essere del ’59, e se il tempo vuol passare sono solo affari suoi.


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2 comments

  1. manuel Rispondi

    Salve, dove posso trovare i bordeaux d’antan? Grazie

  2. #angeloperetti

    #angeloperetti Rispondi

    @Manuel. Non è difficile trovarne nelle enoteche più fornite, anche on line, ma i prezzi sono proibitivi e le etichette sono in genere le solite note. Io mi rifornisco da collezionisti all’estero.