Stradabianca, un affumicato vino del Lazio

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Affumicato. Se dovessi descrivere con un solo aggettivo il carattere dello Stradabianca direi che è un vino affumicato. Non fumé, alla francese, ma proprio affumicato, come nella tradizione italiana delle carni che si fanno affumicatura nel camino.

Lo Stradabianca è un bianco del Lazio. In tutti i sensi. Perché ha le prerogative migliori dei bianchi del Lazio e anche perché in etichetta riporta l’igt Lazio. Quando parlo di prerogative dei bianchi del Lazio intendo, dal lato organolettico, proprio questa nota di affumicato e di terra sotto la canicola estiva che a un assaggio distratto sembrano quasi appiattire il vino, chiuderlo, renderlo introverso, e invece poi, sulla tavola, col cibo, gli fanno prendere uno slancio cui fatichi a resistere e dunque a un sorso ne segue un altro e a un bicchiere un altro e la bottiglia è subito finita come accade solo con quei vini che alcuni chiamano gastronomici e altri digestivi, e in entrambi i casi credo sia chiaro quel che si intende.

Lo Stradabianca è anche un vino un po’ curioso perché ha a che fare con una grande famiglia di vinai romani, che non sono i Colacicchi di cui parla l’etichetta, bensì i Trimani, che nella Roma del vino sono un’istituzione.

A cominciare a pensare a un vino che avesse un suo carattere definito fu, negli anni Quaranta, Luigi Colacicchi, che aveva terra ad Anagni, la città dei papi, in provincia di Frosinone. Una decina d’anni dopo cominciò a collaborare con Marco Trimani, che aveva l’enoteca a Roma. Poi i Trimani, negli anni Novanta, comprarono l’azienda, che restò però col nome Colacicchi e continuarono a produrre i loro vini, che non sono una sorta di private label, bensì proprio un progetto a sé, mi par di capire, ed è un bel progetto, perché in particolare questo Stradabianca lo trovo irresistibile con la cucina romana. Ecco, se volete farci una mangiata di piatti romani classici, dai carciofi alle puntarelle, dalla carbonara alla grigia all’amatriciana alla cacio e pepe, dalla coda alla vaccinara fino alla pajata, sappiatelo: questo vino ci sta alla grande. Provato e riprovato.

Aggiungo solo che viene fatto con le uve della malvasia puntinata, della passerina e del bellone.

Lazio Stradabianca 2015 Colachicchi
(89/100)

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