Sipsmith, giovane gin londinese

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Sipsmith è una microdistilleria che fa London Gin (e non solo) e che sta proprio a Londra. È di fondazione recente: è nata nel 2009, ed erano quasi un paio di secoli che non nasceva una nuova realtà che distilla nel rame dentro ai confini londinesi. L’idea è venuta da un team di gente che aveva già fatto esperienza nel settore, e grazie al cielo che si son buttati nell’impresa, ché fanno belle cose per chi, come me, ama bere gin. Ho bevuto tre loro gin, e qui sotto riporto qualche mia impressione.
London Dry Gin Sipsmith
Sul sito internet lo presentano come “the quintessential expression of a classic, traditional London Dry Gin”. Descrizione perfetta: è un London didattico, con quella sua accattivante nota citrina, e nuance floreali, e il finale secco ancora agrumato. Contribuiscono dieci diversi botanicals: ginepro macedone, coriandolo bulgaro, angelica francese, liquirizia spagnola, giaggiolo italiano, mandorla spagnola, cassia cinese, cannella del Madagascar, arance di Siviglia, limone spagnolo.
(85/100)
London Dry Gin Summer 2012 Edition Sipsmith

Eccoci qui, un gin celebrativo di un’estate londinese memorabile, col giubileo della regina e le Olimpiadi. “To celebrate a really rather fantastic British Summer, the patriotic Sipsmith team decided to dedicate a whole Summer’s worth of gin to the cause” dicono quelli della distilleria, e non penso occorra tradurre. Una piacevolissima edizione limitata.
(86/100)
London Dry Gin V.J.O.P. Sipsmith
La sigla sta per Very Junipery Over Proof, che da sola sta a dire che qui l’alcol picchia parecchio (e infatti sono 57,7 gradi, mica scherzi) e che il ginepro è l’elemento che prevale (e infatti si avverte eccome la bacca). Spezie e lontani sentori di cioccolato amaro accompagnano la vena speziata e officinale. Secchissimo. Senza mediazioni. Grande.
(90/100)
photo Paola Giagulli

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