Sì, Luciano Monosilio è the King of Carbonara

luciano_500

Se uno si autodefinisce il Re della Carbonara nonché, in inglese, the King of Carbonara, c’è da credergli? Certo che sì, se quel qualcuno è Luciano Monosilio e se la definizione è sul sito internet del suo nuovo ristorante. Perché lui ha fatto la sua scelta di vita, e dopo averci deliziati con una carbonara da urlo e una cucina d’assoluta ma solidissima creatività quando stava nell’empireo stellato di Pipero, adesso ha aperto vicino a Campo de’ Fiori, a Roma, qualcosa che sta tra una trattoria e un pastificio e, accidenti, ci interpreta la tradizione romana di Roma in forma irrestistibilmente golosa. Con la carbonara sotto i riflettori, ovviamente, e quei cubetti di guanciale croccante che danzano sul velo d’uovo, be’, credetemi, sono da vizio capitale.

Il locale si chiama Luciano Cucina Italiana, ed è un’intitolazione che sembra una dichiarazione d’intenti, un manifesto ideale di quello che lui chiama il “cibo democratico”.

Tavolini piccoli e stretti tipo bistrot, mise en place essenziale, con le posate dentro a una scatola di latta personalizzata, poco vino (alla spina), poca birra e poi le seduzioni della gola, e dunque la carbonara (spsghetti), l’amatriciana (mezze maniche), il cacio e pepe (tonnarello), e ancora le pappardelle alla vaccinara, il rigatone con i broccoletti e salsiccia, la fettuccella con ajo ojo e bottarga e altre cose che solo a scriverle mi vedo allargare il girovita. Gnam gnam. Vi dico però una cosa di più: se per antipasto vi prenderete un supplì sarete già in orbita al primo morso. Imperdibile.

I prezzi? Leggermente di più che in una “normale” trattoria della capitale, e però qui le materie prime sono grandiose e la cucina, be’, la cucina resta stellare, anche senza bisogno della stella della guida rossa.

Piuttosto, ecco, una riflessione la aggiungo sul fatto che locali come questo sono esattamente quel che sognavo. La cucina che si usa chiamare gourmet è buonissima, certo, quando a farla è un grande interprete, però nei ristoranti che la propongono vivo ormai da tempo un senso di spaesamento, perché troppo spesso non ci ritrovo il territorio, non ci sento il dialetto, e a me invece l’inflessione dialettale piace un sacco. Ecco, un locale come questo mi restituisce il dialetto gastronomico, ed è un dialetto recitato come lo sanno fare i grandi attori di teatro.

Ah, poi quei grandi attori solitamente ricevono un applauso calorosissimo dal loro pubblico. Lo stesso che avrei voluto fare io a Luciano Monosilio dopo la mia cena. Mi sono limitato a stringergli la mano.

Luciano Cucina Italiana – piazza del Teatro di Pompeo, 18 – Roma – tel. 06 51531465


Scrivi un commento