Si fa così

tristezza

La tristezza va accolta, ospitata, va fatta sentire desiderata così lei si rilassa, comoda tra due cuscini inumiditi dal pianto, tra un fazzoletto di lino ricamato e il disincanto. La tristezza arriva, non chiede permesso, s’insinua senza orari, fa lo stesso. È prepotente, pesante e ridondante, abituata alla gente scostante. Ma se l’abbracci e te la culli al seno, diventa un batuffolo di soffice malinconia, qualcosa che assomiglia alla magia, un luogo dove nasce la poesia. È così che si ritrova la via.


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