Chi si affida al naso e chi alla bocca, io sto coi secondi

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Fra i degustatori e gli enologi si dibatte se sia meglio, nell’assaggio e nella valutazione del vino, fare più affidamento alle sensazioni olfattive o a quelle gustative, insomma se sia preferibile affidarsi principalmente al naso o alla bocca. Vero che il naso è teoricamente in grado di cogliere un’infinità di informazioni sul vino che si ha nel calice, mentre il palato ha meno assi da giocarsi. Però io sono tra quelli che credono che la bocca sia molto più affidabile.

Ne trovo conferma in un’intervista che Gabriel Lepousez, docente francese di neuroscienze, ha dato a La Revue du Vin de France. “I degustatori che si fondano molto sulla bocca – afferma – sono generalmente più solidi, vale a dire più affidabili”. E probabilmente, aggiunge, questo genere di degustatore, se assaggia lo stesso vino in quattro circostanze diverse, ha più possibilità di percepire quattro volte le stesse espressioni gustative.

Ecco, sì, mi ci ritrovo, anche se sono consapevole del fatto che in tanti diranno peste e corna di una simile convinzione. Io credo molto, ma molto di più a quel che mi racconta il palato rispetto a quel che mi suggerisce il naso.


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