Ehi, sai che là in America va forte il vino in lattina?

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Toc toc, è permesso? Dico a voi, produttori di vino. Lo sapete che di là dell’oceano stanno succedendo cose strane vero? Tipo che furoreggia il vino in lattina.

Oh, sì, lo so che adesso vi scandalizzerete, e più di voi lo faranno i bevitori nostrani, quelli che vi hanno convinto che il tappo a vite non si può usare perché si perde il rito della stappatura. Il vino è una cosa seria, si dirà, e dunque giammai in lattina.

Ok, capisco. Ma di là dell’oceano la lattina la considerano una cosa seria. Tant’è che c’è qualche wine writer che da quelle parti invoca la produzione di buoni vini in lattina, dato che di roba così così ce n’è già parecchia in giro.

Lo fa per esempio Virginie Boone, che scrive per Wine Enthusiast. Lo dice in un’intervista che le ha fatto Jonathan Cristaldi su Food&Wine. Quando le ha chiesto quale sia la sua fissazione attuale, lei ha esclamato: “Good wine in cans!”, del buon vino in lattina. E dice che non è facile trovarne di buoni, nello tsunami – usa proprio questa parola – delle lattine che girano per l’America, eppure i buoni vini in barattolo ci sono, secondo lei. “Giusto per citarne un po’ – aggiunge – ammiro veramente quel che stanno facendo in Napa-Sonoma Brick & Mortar, Sans Wine Co., Essentially Geared, Paper Planes e West & Wilder “.

Vabbé, tutti nomi non pervenuti, da noi.

Però pensateci, voi che fate vino. Magari anche voi che lo bevete (sì, lo so, mi manderete a quel paese, adesso).


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