Salviata

salviata

Mamma mia che profumo… ma come si fa a cucinare senza salvia!

Tutto nasce da un regalo di mia suocera che un giorno arriva con un sacchettino davvero bellino, pieno di fagioli di vario tipo e colore, confezionato con una testa d’aglio, peperoncini e foglie di alloro. La ricetta suggerita è la fagiolata messicana che, guarda caso, fa rima con toscana. Così ho pensato bene di cucinare i fagioli all’uccelletto con tanto aglio e tanta salvia. La salvia era tanta e tanta ne è rimasta. Mi sono ricordata una ricetta nel mio librino bibbia di cucina, che non avevo mai provato prima.

Merita di essere mangiata perciò vi scrivo la preparazione.

In una ciotola sbattete 5 uova, aggiungete un cucchiaino di farina e scioglietelo bene, unite 15 foglie di salvia spezzettata, 40 grammi di parmigiano grattugiato, 2 cucchiai di latte (io ho messo un po’ d’acqua perché latte in casa non ne ho), sale e pepe. La ricetta prevede la cottura in forno in una pirofila tonda, precedentemente unta. Io la faccio in padella come mio solito con le frittate. Da mangiare calda o a temperatura ambiente, come più vi piace.

La salviata, da “Il libro della vera cucina fiorentina” di Paolo Petroni


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3 comments

  1. Luigi Recami Rispondi

    Complimenti, Michela, per questa ricetta scritta con grande proprietà di linguaggio. Hai dimostrato non solo di essere un’appassionata di cucina e senz’altro una brava cuoca, ma anche una che sa esprimersi “di molto bene” (a proposito di toscanità…). Ma io nel mondo della gastronomia sono uno che sta dalla parte comoda, quella dell’assaggiatore, quindi sarà mia cura girare il tutto alle mie cognate, che faranno onore a questo piatto semplice e certamente gustosissimo. Grazie a Marzia e a te di aver pensato al sottoscritto per illustrarla al parentado; sarà mia cura renderne edotta Pussi, moglie di Alberto. Lori e Paolo sono sul piede di partenza per le vacanze, ma al loro ritorno non mi sfuggiranno. Grazie ancora e auguri a tutti. Un abbraccio. Luigi

  2. Luigi Recami Rispondi

    Complimenti, Michela, per questa ricetta scritta con grande proprietà di linguaggio. Hai dimostrato non solo di essere un’appassionata di cucina e senz’altro una brava cuoca, ma anche una che sa esprimersi “di molto bene” (a proposito di toscanità…). Ma io nel mondo della gastronomia sono uno che sta dalla parte comoda, quella dell’assaggiatore, quindi sarà mia cura girare il tutto alle mie cognate, che faranno onore a questo piatto semplice e certamente gustosissimo. Grazie a Marzia e a te di aver pensato al sottoscritto per illustrarla al parentado; sarà mia cura renderne edotta Pussi, moglie di Alberto. Lori e Paolo sono sul piede di partenza per le vacanze, ma al loro ritorno non mi sfuggiranno. Grazie ancora e auguri a tutti. Un abbraccio. Luigi

  3. Luigi Recami Rispondi

    Il commento (plurimo per un errore forse dovuto a tremore per imminente morbo di Parkinson) credevo di inviarlo alla parente che mi ha trasmesso la ricetta. Se il destinatario è un altro le mie parole sono incoerenti, perdonate. Ma resta valido il mio proposito di diffondere la salviata fra cognate e fratelli, e sono sicuro che le renderanno il dovuto onore. Complimenti per tutte le vostre attività. Un augurio vivissimo. Luigi