Il saluto a un burocrate saggio, addio a Bepi Catarin

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Non è infrequente che si sollevino lamentele nei confronti delle burocrazia italiana ed io stesso ho avuto purtroppo modo di lagnarmene, anche di recente. Però ho conosciuto un burocrate saggio, una persona da cui molto ho imparato e che a molti ha insegnato, facendo dono con generosità di una vicinanza che andava ben oltre i doveri d’ufficio, di un raziocinio costantemente illuminato dal buonsenso e di una competenza professionale che aveva pochi uguali. Quando, stamattina, è arrivata la notizia della sua scomparsa, mi si è stretto il cuore. Bepi Catarin mi mancherà e mancherà a tutto il mondo del vino.

Bepi era un gigante, anche se preferiva restare nell’ombra. Provate a cercare in rete una sua fotografia, è praticamente impossibile trovarne, ed è segno della sua modestia, quando avrebbe potuto stare sul piedistallo. Da funzionario regionale del Veneto ha guidato per mano la crescita del sistema vitivinicolo e del suo quadro normativo, con l’atteggiamento mentale e lo spirito aperto di chi sa che i problemi possono avere una soluzione se si guarda all’interesse collettivo, a quel bene comune di cui si fa un gran discorrere ma che spesso resta solo parola. Gli si rivolgevano da ogni parte d’Italia. Tre anni e mezzo fa era andato in pensione e da pensionato aveva dato una mano alla crescita della denominazione del Pinot Grigio delle Venezie, ma in molti si continuava a tirargli la giacchetta per chiedergli un parere o un consiglio, e a tutti si rendeva disponibile.

Non finiremo di dirgli grazie, in tanti.


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1 comment

  1. Angelo Rossi Rispondi

    Apprendo ora da te questa ferale notizia e unisco, commosso, anche il mio grazie allo stimato Bepi che ci ha lasciato anzi tempo. Avercene di dirigenti così. Speriamo che dall’alto continui a darci un occhio col tatto, la competenza e la riservatezza che gli erano propri.