I rossi si bevono freschi, lo dicono anche in Australia

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Se ne sono accorti anche gli australiani che quella dei rossi serviti alla fantomatica “temperatura ambiente” è una scempiaggine. Perché? Perché la “temperatura ambiente” delle case australiane – dice un articolo di Laura Barry su Better Homes and Gardens, che è uno di quei magazine che si usa chiamare “femminili” – è intorno ai 22-23 gradi, e questa qui è decisamente una temperatura troppo alta per un vino rosso, ed è peraltro la temperatura che abbiamo in casa anche in Italia, quando ci sono l’aria condizionata o il riscaldamento in funzione.

La “temperatura ambiente” giusta è quella delle cantine, semmai. Lo osserva bene il pezzo che ho citato. Dunque, un rosso si porta in tavola intorno ai 15 gradi, e al massimo a 20 dice l’articolo e io starei leggermente più basso, sui 18. Ma anche a meno. Infatti – cito nuovamente, e concordo – “i rossi leggeri e fruttati si servono spesso più freschi rispetto allo standard, intorno ai 12-15 gradi”.

Ora, mi dico, noi qui in Italia ce la tiriamo tanto da gran conoscitori del vino e non vogliamo ficcarci in testa una nozione così elementare: quella che la “temperatura ambiente” è una cavolata, quando l’ambiente è troppo caldo, e troppo caldo lo è praticamente sempre, d’estate perché fa caldo e d’inverno perché c’è il riscaldamento acceso. Così seguitiamo a mettere nei bicchieri vini che hanno la temperatura del brulè. Nossignori, se voglio il brulè dovete metterci dentro anche la scorzetta di arancia, la cannella e i chiodi di garofano, sennò il vino rosso me lo date alla temperatura del vino rosso, che mai e poi mai può e deve superare i 18 gradi, i 20 al massimo in casi eccezionali, e già a 18 gradi molti vini pagano terribilmente dazio, per cui bisogna scendere ancora.

E se al ristorante vi chiedo il cestello del ghiaccio per il mio rosso, finitela di guardarmi con quella faccia tra il sorpreso e il disgustato. Il disgusto semmai è il mio: il disgusto per quei ristoratori incompetenti che mi vogliono far bere una brodaglia alcolica. Il brodo lo voglio caldo, il vino no.


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1 comment

  1. Luigi Sandri Rispondi

    Sono d’accordo!