Repetita iuvant, il Nodi è proprio un grande Prosecco

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La prima annata fu la 2015 e mi piacque immediatamente. Il secondo millesimo, quello del 2016, mi confermò il valore del vino. Ora ho provato il 2017 e, sì, è proprio un gran bel vino.

Il Nodi è un vino con le bolle. Una delle migliori bollicine italiane, per me. Ed è un Prosecco. Di Valdobbiadene. Fatto col metodo Martinotti, mica col metodo classico, ma anche col sistema italiano si possono fare ottime cose, con le uve nostrane, e la glera è “da Martinotti”. A produrlo è la Nino Franco. Chapeau.

Segnatevelo, cercatelo. Perché, insisto, il Nodi è, nel suo genere, un fuoriclasse, che ha dimostrato e continua a dimostrare che in terra prosecchista si possono fare grandi cose. Altrimenti non si spiega un’infilata di tre edizioni tutte così belle, nitide. Avvincenti.

“È un vino compatto, eppure strabevibile”, scrissi al primissimo assaggio, due anni fa. Repetita iuvant, si dice, e allora eccomi a ribadire che il 2017 è esattamente così, compatto e però bevibile in maniera fenomenale. E floreale e agrumato e cremoso. Probabilmente ad ora la miglior edizione delle tre, e le due precedenti erano già buonissime.

Valdobbiadene Prosecco Superiore Nodi 2017 Nino Franco
(92/100)

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