Ragionamento o impulso?

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Ogni azione che compio ha il suo “la”. Ciò che conta è che abbia un senso, un’utilità, e che entrambi siano buoni.

Fino a qualche tempo fa in me primeggiava la ragione, solo ultimamente (con sorpresa e soddisfazione) ho notato i segni del suo cedimento.

C’è un caso specifico in cui, quando questo avviene, nella mia casa e dentro di me si diffonde la pace e si sentono cantare gli uccellini nel cortile: quando sopra pensiero spengo la televisione.

L’automatismo di accenderla appena arrivata a casa o prima di cena l’ho perso da anni, ma lei è lì, in bella mostra sulla credenza e ogni tanto ci ricasco. A quel punto lei fa il suo lavoro, ma la mia attenzione raramente, e con pochi canali, si fa catturare. È così che premere il tastino rosso del telecomando, o sfiorare in basso a destra lo schermo, sono tra le pulsioni più piacevoli e liberatorie alla quale posso cedete.

Sulle altre vige la privacy.


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