Questa è serietà, niente vino se la qualità è inadeguata

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“Malgrado gli sforzi di ciascuno di noi per minimizzare l’impatto di quest’evento, oggi non siamo in grado di garantire la qualità che vorremmo. Abbiamo dunque deciso di non mettere sul mercato vini ottenuti dall’annata 2017”. Si tratta di una decisione “pesante” ma chiarissima, netta, coraggiosa, seria, quella presa da Château de Fieuzal, bel nome bordolese di Pessac-Léognan, e comunicata pubblicamente nella newsletter aziendale e sul sito della cantina, con una nota firmata dal direttore Stephen Carrier.

Come mai una scelta così drastica? Per la gelata, quella di primavera. I vigneti di Château de Fieuzal – 75 ettari, mica bazzecole – vennero colpiti molto duramente. Così ci sono state “delle conseguenze significative sulla qualità e la quantità delle uve ottenuto dall’annata 2017”. Tanto significative da far decidere di non uscire con alcun vino.

Il magazine britannico Decanter aggiunge che dapprima in azienda si pensava fosse possibile produrre comunque un po’ di vino, anche se non più del 10-20% della produzione usuale, tanto che erano state annunciate cinquecento barrique di bianco. Evidentemente, lo standard non è stato giudicato adatto, e dunque niente vino, neanche il bianco. Attenzione, il vino ottenuto non lo si venderà neppure in cisterna. Semplicemente, un po’ andrà a rifornire l’archivio documentale delle varie vendemmie, come usano tutti i produttori importanti di Bordeaux.

Ripeto, decisione serissima, che suscita grande rispetto.


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