Anche il bag in box diventa “naturale”

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BiB sta per bag in box, la sacca di vino contenuta in una scatola di cartone, roba che in Italia fatica ancora ad affermarsi (siamo ultra conservatori, noi, e anche – permettetemi – un po’ idioti, nel nostro iper conservatorismo), ma all’estero fila. Invece, a proposito di sigle, BiBoViNo, al di là della sequenza in alto a basso delle lettere (che non mi piace), è una piccola catena francese di negozi che vendono solo vini in bag in box. Ma – attenzione attenzione! – mica bag in box con dentro vini così così. Nossignori, roba seria. “BiBoViNo – dicono sul loro sito, e non credo ci sia bisogno di tradurre -, c’est la première marque exclusivement dédiée à la vente de vins haut de gamme conditionnés en Bag In Box”. Vini di fascia alta, haut de gamme. Per citare un vino che mi piace parecchio, il Morgon di Jean-Paul Brun, un gran bel rosso del Beaujolais (la scatola da 3 litri viene 46 euro, mica poco). Non solo, vini “il più possibile” coerenti con la filosofia bio e “naturale”. Purché in bag in box, appunto. Rivoluzionario.
Oh, in Italia non ci sarebbe verso di far decollare una cosa del genere. Invece là in Francia quelli di BiBoViNo hanno già aperto una ventina di punti vendita. E dietro l’insegna ci sta gente che sa il fatto suo. La selezione dei vini, per esempio, la fa Bruno Quenioux, già buyer delle Galeries Lafayette.
Complimenti.


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