Qualche assaggio a Benvenuto Brunello 2018

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Quando si partecipa all’anteprima di un territorio di produzione si cerca poi di carpire da chi vi ha partecipato come giudichi l’annata presentata, come evolverà nel tempo e quali siano state le etichette che vale la pena comprare. Sembra scontato ricevere una risposta secca e coincisa, ma non lo è affatto. In un comparto del genere le considerazioni da farsi sono tante.

Quando si arriva a Montalcino si coglie il grande miracolo che i produttori di vino hanno saputo compiere. Il paese medioevale è un luogo di grande bellezza e trasmette in ogni piccolo particolare la sua identità di borgo del vino sulla quale ha saputo investire con rispetto e competenza fino a diventare una delle mete più ambite per gli enoturisti e appassionati del settore. La posizione arroccata con vista piena sull’incanto della Val d’Orcia rimanda un colpo d’occhio di forte impatto e il racconto del Brunello è costante tra botteghe, caffè e le tantissime enoteche che offrono ottima accoglienza con numerose bottiglie e una buona cucina.

In questa kermesse, Benvenuto Brunello, colpisce la vivacità e l’entusiasmo dei  giornalisti e appassionati arrivati qui un po’ da tutto il mondo. Riempiono l’aria di un continuo vociare festoso ponendo costantemente al centro dell’attenzione il Brunello.

Tornando all’annata 2013 presentata in anteprima, a me è piaciuta, non è eclatante come la 2010, ma rimanda tutto il vigore del sangiovese di queste terre, con una verve di freschezza e tannini decisamente vivace. Nello stile riconduce con chiarezza al territorio e si nota una tendenza comune ad assottigliare il corpo, scelta che dona senza dubbio maggiore piacevolezza al vino. Vuole tempo, e questo è scontato, i vini sono tutti molto tesi e a tratti insicuri. Anche sull’aspetto legato ai profumi, il frutto risulta una costante nei toni della ciliegia, ritrovo in molti assaggi piacevolmente sfumature floreali di rosa e viola, così come piccole spezie. Forse l’aspetto meno comune è quello del colore, le nuances sembrano infinite, tutte evidenziano la verve giovane del vino e una certa luminosità che colpisce non poco. La nota forse poco piacevole in alcuni casi, è l’uso non proprio preciso dei legni, a volte troppo invadente, altre non proprio pulito.

C’è stato un certo parlare e confrontarsi sul carattere tannico del vino. Personalmente non lo ritengo aggressivo, tantomeno verde, proprio questo aspetto mi è sembrato ben gestito per un sangiovese giovane. Quindi, sarà il tempo ora a dare ragione al Brunello 2013 e soprattutto a far emergere questa o quella etichetta e credo non poche si prenderanno una giusta rivincita.

Annata assolutamente piacevole, diretta, senza fronzoli, luminosa e scalpitante. Per quanto riguardagli gli aspetti negativi colti, oltre a quello legato in alcuni casi, pochi, all’uso del legno, c’è quello dei tappi, lungamente dibattuto su questo blog. Troppo spesso per un vino di questa levatura, gli assaggi di una stessa etichetta sono risultati molto diversi stappando più bottiglie per cercare poi quella giusta. Ma quanti lo hanno fatto? Chi non ha richiesto cambi di bottiglia, manterrà una idea non veritiera del vino degustato. Purtroppo.

Ecco i Brunello 2013 che mi sono piaciuti di più:

  • Fornacina
  • Gianni Brunelli Le Chiuse di Sotto
  • Il Bosco di Grazia
  • Il Marroneto
  • Il Poggiolo (base)
  • La Fortuna
  • La Magia
  • La Palazzetta
  • Le Chiuse
  • Mastrojanni
  • Pian delle Querci
  • Poggio Antico (base e Altero – quest’ultimo particolarmente)
  • Poggio di Sotto
  • Salvioni La Cerbaiola ( piaciuto particolamente)
  • Sanlorenzo
  • Sesta di Sopra
  • Tenuta di Sesta
  • Tenuta Le Potazzine
  • Uccelliera
  • Armilla
  • Barbi
  • Castiglion del Bosco
  • Donatella Cinelli Colombini

 


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