E se il pinot meunier non fosse solo un gregario?

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Senza i gregari non ci sarebbe il ciclismo. Nessun campione potrebbe fare a meno di chi gli porta la borraccia, di chi gli tira la volata o gli regge il ritmo sfiancandosi nei primi chilometri della salita decisiva. Poi la storia ciclistica ricorda il campione, assai raramente il gregario. Finché accade che questi s’infili, magari per caso, nella fuga giusta che nessuno riprende, e vinca una classica o una tappa del giro o del tour, e abbia dunque il suo momento di gloria.
Ecco, per il pinot meunier accade così nella cuvée champenoise. Delle tre uve decisive dello Champagne, il meunir è considerato il gregario di poco talento fra i campionissimi, fra chardonnay e pinot noir. Non bastando l’affermare che è poco talentuoso, al pinot meunier attribuiscono anche il difetto di non sapere invecchiare. Eppure fa un lavoro mica da poco. Eppure concorre per un terzo circa al vigneto della zona. Eppure risolve le rogne, perché germoglia più tardi, e quindi è meno sensibile alle gelate, e matura prima mantenendo però acidità, e quindi conferisce una qualche ricchezza di frutto senza appiattire la cuvée, e in molti casi neppure si potrebbe fare, questa, senza l’apporto del meunier.
Ora, ho voluto assaggiare quattro Champagne fatti col solo pinot meunier. E con pochissimi o addirittura zero zuccheri. Prova ardua. Che invece…
Champagne Extra Brut Rive Gauche Meunier 2011 Bérêche et Fils
Sboccato nel dicembre del 2014, è un extra brut che ha tre grammi litro di dosaggio (non si avverte). Convince per la tensione e per una traccia verde che ne rende un’idea di giovinezza assoluta. Sa essere personale ma anche gastronomico. Me l’immagino alle prese con la grassezza, farci a pugni e vincere.
(90/100)
Champagne Brut Nature Pur Meunier Christophe Mignon
Un taglio delle vendemmie del 2012 e del 2011. Non è la prima volta che lo bevo, e lo trovo sempre affidabile. Se si cerca la freschezza, magari un po’ burbera, be’, qui la si trova, e si avverte anche una maturità di frutto che è però intervallata da accenni verdi. Insomma, meunier.
(86/100)
Champagne Brut Nature Pur Meunier 2008 Christophe Mignon
Oplà, sempre più difficile! Un millesimato del 2008 degorgiato nel luglio del 2015, zero grammi di zucchero. Qui il meunier scatena la doppia indole dell’uva, con una maturità di frutto che fa pensare al pinot nero, ma con uno scatto acido che dice che no, è meunier. Bel vino.
(91/100)
Champagne Premier Cru Extra Brut L’Expression du Terroir Renaissance Vadin-Plateau
La sorpresa, da un vignaiolo indipendente. Quattro quinti vendemmia 2013, il resto 2012, dosaggio zero, premier cru a Cumières, dipartimento della Marna. Quando l’ho stappato era degorgiato da pochissimo. Una locomotiva spinta a tutta velocità lungo la ferrovia dell’acidità. Affilato e coinvolgente.
(89/100)

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