Piccole cose, grandi cose

pomodori secchi

Oggi è un peperoncino sott’aceto, ieri un pomodorino sott’olio. Ma come si fa a chiamarle “piccole cose”? Come si può dare una misura al sentimento, all’attenzione, al tempo, al pensiero dedicato? Quando mamma ha sentito che sarei passata da Firenze è uscita subito a cercare i pomodori secchi per farmi trovare un vaso grande da portare su, nel trevigiano. A parte che il bisogno di definire le cose grandi o piccole fa parte di una dinamica di giudizio della mente che non mi appartiene, se proprio devo attenermi al gioco, queste per me son cose grandi, altroché! Essere nel pensiero di qualcuno che quando vede una schiacciata sale e olio, la prende per guardarti sorridere, è cosa grande. Una mamma che potrebbe stare in panciolle, ma corre per arrivare in bottega prima che chiuda, per acquistare i pomodori, è cosa grande. Di piccolo c’è soltanto il giudizio che definisce cosa sia piccolo.


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