A me piace la Gran Selezione del Chianti Classico

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Sulla scelta del Chianti Classico di dotarsi di una Gran Selezione si è scatenato, quattro anni fa, un forte dibattito e non erano pochi (anzi) i pessimisti o quanto meno coloro che si ponevano in posizione critica. A distanza di qualche tempo, direi che, per quanto ho potuto avere nel bicchiere, io della Gran Selezione sono soddisfatto.

Capisco, il prezzo è in genere altino, e dunque non si tratta di una tipologia dall’appeal popolare. Però i vini che ho potuto assaggiare mi hanno dato l’idea che davvero dentro alla Gran Selezione si possano trovare bottiglie di valore notevole, che mi soddisfano per la loro appartenenza al territorio e per la loro capacità di mettere in luce il carattere del sangiovese allevato in terra classica del Chianti. Che esprimono insomma – mi si permetta il gioco di parole – una certa classicità.

L’ultimo in ordine di tempo tra quelli che ho potuto assaggiare – pardon, bere – è il Chianti Classico Gran Selezione 2012 del Castello di Radda. Notevolissimo, per me.

Il colore è quello sostanzialmente scarico del sangiovese. Anche la terrosità è quella del sangiovese chiantigiano, quella che mi piace. Poi, fiori appassiti, spezie, frutto, un che di cuoio, forse una traccia di tamarindo. Insomma, complesso. Lunghezza notevole, sorso appagante e comunque “serio”. Mi piace, parecchio. Mi evoca una sera d’inverno davanti al caminetto, un libro aperto e un calice lì accanto, una cosa così.

Chianti Classico Gran Selezione 2012 Castello di Radda
(92/100)


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