Perfect storm, il Prosecco mette in crisi lo Champagne

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Siamo alla fine del love affair britannico nei confronti dello Champagne? Ne scrive James Lawrence in un articolo pubblicato da Wine-Searcher.

Lawrence arriva addirittura a parlare di “perfect storm”, riferendosi all’azione combinata della concorrenza inarrestabile del Prosecco, della esplosione degli sparkling inglesi e delle incertezze provocate dalla Brexit. Le cifre fornite dal Comité de Champagne parlano di una caduta di quasi un 9% in volume e del 14% in valore. Nonostante la diminuzione dei prezzi, la caduta è stata continua. Io aggiungerei anche la concorrenza del Cava, che spesso costa la metà di un Prosecco ma con una qualità superiore.

Anche il settore dell’ospitalità, roccaforte delle bollicine francesi, vede un calo del 10% in volume e del 5% in valore. Qui almeno si è riusciti a valorizzare il prodotto.

Professionisti del settore affermano che lo Champagne sta perdendo quote perché sta diventando troppo caro e non è più considerato un buon rapporto prezzo-qualità.

Non tutto è però così nero. Il calo riguarda in particolare gli Champagne più di bassa qualità e le Private Labels. Sono questi ad essere estromessi dal Prosecco. L’immagine di prodotto di prestigio e lusso rimane intaccata, e i margini continuano ad aumentare per le etichette più esclusive, che paradossalmente non conoscono la crisi. Si conferma quindi la scelta di posizionare lo Champagne nella fascia altissima, quella nella quale gli altri spumanti non riescono proprio ad entrare.

La scelta di produrre Champagne di bassa lega, con etichette del supermercato e di dubbio gusto, non è premiante. Anzi contribuisce a svilire l’immagine della categoria. I grandi player continuano quindi a cavalcare l’onda lunga del lusso, ma sono obbligati dai prosecchisti a guardarsi le spalle. Se lusso deve essere, l’immagine va sostenuta con adeguate campagne, e non ci devono essere scorciatoie nella qualità del prodotto.

Impressione confermata dai miei numerosi assaggi di questi ultimi anni. Anche gli Champagne più commerciali stanno alzando l’asticella e non si accontentano più del loro polveroso blasone. Per non cadere nelle commodity, gli Champagne hanno bisogno di ripensare al loro territorio, per comunicare la volontà di distinguersi sul serio da tutti gli altri competitori. Sono pronto a scommettere su una rivoluzione verde, ad esempio. Da parte nostra, da consumatori, non possiamo che rallegrarci per l’effetto della concorrenza. Le bollicine d’oltralpe non sono mai state così buone. Attenzione però al decollo dei prezzi. Speriamo si fermi la tendenza all’aumento e alla moltiplicazione delle etichette per far salire le quotazioni.


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1 comment

  1. Umberto Cosmo Rispondi

    Credo che si tratti più di un assestamento che di crisi vera e propria. Il Prosecco ha avuto l’indubbio merito di rendere popolare il vino con le bollicine e, soprattutto, di destagionalizzarne le abitudini di consumo.
    Siamo di fronte a una crescita in termini sia assoluti che percentuali del consumo di spumante, tipologia di vino che fino a vent’anni fa era da utilizzare solo nei momenti “speciali”.
    Se vedo qualcuno che soffre della crescita globale dei vini con le bollicine, questi sono i vini fermi, prova ne è il proliferare di spumanti e frizzanti improbabili prodotti in luoghi che mai li avevano visti con uve spesso poco adatte. Molte aziende lo vedono spesso come mezzo per tamponare l’emorragia di vendite che si registrano sui vini fermi.
    È poi da considerare che il modello di comunicazione moderno, che privilegia il “volume” di informazione più che la sua qualità, porta alla concentrazione dei consumi verso i vini più nominati da stampa, social, blogger ecc.
    Ecco perché funzionano i grandi nomi: Champagne, Prosecco, Cava, Pinot Grigio, Bordeaux e pochi altri. Tanti altri eccellenti vini appartenenti a denominazione semisconosciute saranno sempre più appannaggio dei pochi che cercano fuori dal coro. Ma questi ultimi sono una minima frazione del mercato.
    Quindi tranquilli tutti: lo Champagne non scomparirà, si sta solo assestando!