Perché non ci proviamo anche noi?

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Credo che la via indicata dai vini “dolci” della Loira potrebbe servire da esempio per molti vini italiani della stessa tipologia. Intendo con questo suggerire la produzione di vini con un più basso residuo zuccherino, meno difficili da abbinare e anche meno pesanti da bere. Non so se riuscirebbe a risolvere la spinosa crisi di vendita dei vini passiti, ma ho l’impressione che in questo modo si potrebbe iniziare quantomeno a invertire la tendenza.

Tutta questa premessa per parlarvi di un Moelleux di Philippe Foreau, un produttore che più volte abbiamo recensito su queste pagine. E che per me rappresenta un punto di riferimento sia per i bianchi secchi che per quelli con zucchero residuo. Questo 1999 ha un naso vorticoso, passa dalle spezie (zafferano, curcuma) alla frutta esotica, dalla polvere da sparo alla liquirizia e all’anice. Ma è bevendolo che ci si accorge di quanto sia geniale quel suo restare leggero, nel dare profondità senza bisogno di caricare sugli zuccheri. Ha una progressione inarrestabile, complessità e salinità senza darlo a vedere.

Perché non ci proviamo anche noi?

Vouvray Moelleux 1999 Clos Naudin – Philippe Foreau
(95/100)

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