Pane della soddisfazione

pan dolce

Gli gnocchi sono pronti e una manciata di farina mista a briciole di patata lessa rimane lì sul tavolo, in attesa di collocazione. Non butto via le strisce di stoffa dei pantaloni che accorcio, figuriamoci se butto la farina! Il frigo accoglie. Stesso principio per il pugnetto di uva passa ormai ammollata e in parte usata per condire gli gnocchi dolci, secondo la ricetta del Polesine, eredità che Mariella ha ricevuto dalla nonna. Ho il frigo che colleziona scatoline e ciotoline di rimasugli pronti per una nuova vita. Nasce così un pan dolce con l’uvetta che mi dà ora il suo buongiorno a colazione, accanto al caffè e alla spremuta di pompelmi. Lo chiamo il pane della soddisfazione. Soddisfa il mio bisogno di mangiare appena sveglia. Soddisfa averlo realizzato con la fantasia ma, soprattutto, è ricco della soddisfazione di ciò che insieme è stato vissuto, condiviso, realizzato. Insieme, che parola bella. Mariella ed io. I volatili e Mariella. Insieme. Mariella, io e i nostri ospiti che non sarebbero più usciti dall’orto pieno di patate, basilico e pomodorini dove i volatili sono atterrati. Questo pan dolce ha il sapore unico dell’onestà.


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1 comment

  1. Mariella Fabbris Rispondi

    Emozionante scrittura, forse perché ci faccio parte? Non so . Questi brevi quadri che ci regali , risuonano nella memoria , senza nostalgia, ma di quella malinconia che danno le cose quando sono finite e non c’è più niente da fare . Se non ricominciare ….