Ora il Prosecco si mangia anche il Lambrusco

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“Cavicchioli orgogliosamente Lambrusco”, si legge sul sito internet della Cavicchioli U. & Figli, uno dei marchi storici e più noti del panorama lambruschista emiliano, attivo da quel 1928 che campeggia orgogliosamente sul logo aziendale e sulle bottiglie. Fa parte del Gruppo Italiano Vini, che ne ha acquisito il controllo nel 2010. Produce intorno ai 15 milioni di bottiglie e tra le punte di eccellenza annovera il Lambrusco di Sorbara Vigna del Cristo, tra le più alte espressioni della denominazione, più volte tre bicchieri sulla guida del Gambero Rosso.

Insomma, si tratta d’un brand che di fatto rappresenta a pieno titolo l’identità lambruschista. Eppure.

Eppure apro Wine Spectator e trovo una pagina intera di pubblicità con una bottiglia di spumante da cui esplodono fiori. “Life is Sweet” è il payoff, e sotto la bottiglia sta scritto Italian Sparkling. Sull’etichetta l’inconfondibile data 1928, e sotto c’è il marchietto Cavicchioli U. & Figli.

Tutto come il solito? Neanche per idea. Tra la data e il marchietto c’è scritto Prosecco. Già, uno dei brand più consolidati del Lambrusco viene utilizzato per vendere il Prosecco in America. Ha vinto il Prosecco, che si mangia anche il Lambrusco.


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