Oh, finalmente! Il rosé non è solo della Provenza

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Ecco, era da un sacco di tempo che aspettavo una cosa del genere. A proposito dei rosé, intendo. Attendevo che ci fosse qualche wine writer americano che aprisse le porte ai vini in rosa italiani. Ci ha finalmente pensato una scrittrice statunitense, Katherine Cole, che ha appena dato alle stampe un libro che si chiama “Rosé All Day“.

Del libro parlerò più in dettaglio appena arriva: l’ho ordinato su Amazon, ma preferisco aspettare la versione cartacea. Però intanto mi sono goduto l’articolo nel quale il magazine Domino le ha chiesto di indicare quali siano “le regioni europee veramente impegnate nella produzione dei rosé”.

Ebbene, leggete qui di seguito quel che dice Katherine Cole (la traduzione è mia), e tenetevi forte.

“Abbiamo tutti familiarità con i rosati della Provenza – racconta la wine writer a Domino -, ma sono meno quelli che conoscono i rosé di Tavel, dal confinante Rodano meridionale, che un tempo erano i preferiti dai re e considerati meglio dei rossi della Rhône. In Italia, l’area attorno al lago di Garda è un punto di riferimento per la sua produzione di uno specifico stile di rosé chiamato Chiaretto. L’Abruzzo produce un rosato unico chiamato Cerasuolo d’Abruzzo. Dunque, andare a conoscere i rosé significa conoscere i nomi di un po’ di regioni e di stili con i quali non avete ancora consuetudine”.

Provenza, Tavel, Chiaretto (il “mio” Chiaretto), Cerasuolo. Quattro nomi per il rosé europeo. Due francesi, due italiani. Fantastico.

Dunque, grazie, Katherine. Non sai quanto ti ringrazia questo appassionato italiano dei rosé.


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1 comment

  1. Franco Ziliani Rispondi

    come rosatista ante litteram come te, non posso che sottoscrivere e ordinare a mia volta il libro. Anche un’altra master of wine, inglese, ma che vive in Francia, sta scrivendo un libro sui rosati di tutto il mondo, ma il capitolo relativo all’Italia, che ho letto in anteprima, é molto lacunoso purtroppo. Il mondo del vino in rosa italiano deve abituare a comunicare e a farlo in maniera differenziata ma unitaria 🙂