Oh, Carbonnieux (vi piacciono i bianchi di Bordeaux?)

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Ho bevuto varie annate dei rossi bordolesi di Château Carbonnieux, Grand Cru Classé de Graves. Sempre di una certa età, e li sceglievo andando sul sicuro, perché un rosso fatto da chi ha tradizione bianchista certamente regge bene il tempo, portando con sé, del bianco, l’indole acida e scattante e una strepitosa propensione alla beva. Più raramente – e per mia colpa – ho invece avuto nel calice i bianchi di Château Carbonnieux, che sono il vero cuore pulsante dell’azienda.

Dovendo portare un vino per una cena di pesce, mi sono orientato dunque sul Pessac-Léognan di Château Carbonnieux, di cui avevo trovato on line l’annata 2014 (viene intorno ai 36 euro), che per chi ha passione dei bianchi di avvincente e vivida freschezza è annata di quelle memorabili. Ne ho avuto conferma nel calice. Grinta e succosità, salinità ed eleganza. Agrumi e salvia e mentuccia, infinatamente presenti, intensamente avvolgenti, nervosamente dinamici.

Un grande bianco bordolese, perché sì, Bordeaux è terra di grandi bianchi, figli del sauvignon e del sémillion, settanta per cento, in questo caso, il primo, trenta il secondo.

Pessac-Léognan Blanc Grand Cru Classé de Graves 2014 Château Carbonnieux
(92/100)

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