Ogereau 2000, un autentico capolavoro moelleux

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Una cosa che credo di non aver mai detto prima è che tengo un archivio, su un foglio elettronico, delle valutazioni delle bottiglie che da una quindicina di anni stappo in compagnia di un gruppo sostanzialmente costante di amici. Sono in genere degustazioni che chiamo “filologiche” nel senso che sono dedicate a uno specifico territorio o a una specifica annata di una specifica denominazione o a uno specifico vitigno. Insomma, c’è ogni volta un filo conduttore.

Ai partecipanti chiedo di esprimere, con una valutazione da zero a dieci, incluso il mezzo punto, il proprio parere sulla piacevolezza del vino. Piacevolezza che può essere dovuta a una serie molto ampia e personale di fattori: per qualcuno può essere la beva, per altri la finezza o l’eleganza, per altri l’integrità del frutto e via discorrendo.

In questa quindicina d’anni, il vino che ha ottenuto la valutazione media più alta venne stappato quasi all’inizio della serie di degustazioni. Molti (di solito siamo una dozzina) si spinsero ad attribuirgli un tondo dieci, il che è abbastanza raro che avvenga tra di noi.

Si tratta della Cuvée Prestige 2000 del Coteaux du Layon Saint Lambert (questa è la denominazione di origine) del Domaine Ogereau, ossia del viticoltore (indipendente) Vincent Ogereau, che ha cantina proprio a Saint Lambert du Lattay, nella Loira.

Per chi non conosce quell’appellation, dico che è basata sullo chenin blanc e che i suoi vini hanno residui di zuccheri piuttosto importanti. Si tratta infatti di quella tipologia di vino che in Francia chiamano moelleux, e che è dolce insomma, ma di certo non il dolce “da dessert” che intendiamo noi: là da loro è considerato grande vino da aperitivo, da crostacei o da conchigloame, da poulet rôti o da foie gras. Regge il tempo con disinvoltura grazie a una freschezza in consistente rilievo, che ben bilancia la dolcezza, e anzi col tempo acquisisce quegli elementi che si usano definire come “minerali”.

Ho ristappato di recente lo stesso vino, di cui avevo conservato una bottiglia. Tutti ne siamo rimasti totalmente affascinanti ancora una volta, e nei calici, in contemporanea, c’erano altri grandissimi bianchi fatti con le stesse uve nella Loira. Personalità, equilibrio, finezza, ampiezza, persistenza, tensione. Albicocca, mango, ananas disidratato, fiori d’acacia, venature di rum agricolo, liquirizia, e insomma grande complessità. Tutto quello che puoi aspettarti da un vino bianco di valore assoluto, e questo è un vino bianco di valore assoluto, tant’è che siamo stati unanimi: se c’è da attribuirgli una valutazione centesimale, non può essere che cento centesimi. Bottiglia, ovviamente, prosciugata.

E pensare che quand’è uscito questa bottiglia costava appena una ventina di euro, forse meno. Peccato non averne acquistate molte di più.

Coteaux du Layon Saint Lambert Cuvée Prestige 2000 Domaine Ogereau
(100/100)

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