Nove Champagne, e vi racconto come e perché

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Questa volta parlo di nove Champagne. Sono quelli che abbiamo bevuto il giorno di ferragosto nel tradizionale appuntamento con Champagne e cotechino organizzato dal direttore di Internet Gourmet e questi sono il come e il perché della degustazione. I nove Champagne erano caratterizzati da una totale o quasi assenza di zuccheri. Eccoli qui di seguito in ordine di mio personale gradimento.

Frédéric et Rodolphe Minière – Champagne Brut Zéro
Complesso, il più completo della serie, maturo e fine. Ha tanta materia, finale di spezie, frutta secca e minerale. Lungo e fine. (93/100)

Moussé Fils – Champagne Blanc de Meuniers Nature des Vignes de Mon Village
Vince il premio di nome più lungo. Dovrebbero assaggiarlo tutti quelli che odiano il pinot meunier. Sa di mela appena tagliata, cannela, spezie. Molto aderente al terroir, mette in avanti la frutta e di questo non ci lamentiamo. Forse non avrà la bollicina più fine del mondo, ma è assolutamente gradevole nella sua rotondità. (90/100)

Charles Dufour – Champagne Blanc de Blanc Brut Nature Avalon
Un vino molto particolare, polvere da spero tanto da sembrare uno Chablis. Pepe, agrumi. Ha una dimensione interessante e una bolla fine e persistente. L’acidità detta i tempi, c’è anche una certa presenza di volatile che fa pensare a un vino “naturale”. Vibrante e agrumato. (87/100)

Pierre Caillot – Champagne Blanc de Blancs Non Dosé Premier Cru
Una certa effervescenza nel calice, nota metallica. Si rivela al palato, complesso e minerale. Ha bisogno di tempo per esprimersi, salato, bella lunghezza sulla nocciola verde. (86/100)

Assailly – Champagne Cuvée Brut Nature Grand Cru
Sembra ci sia una presenza importante di vino di riserva, sensazione confermata al palato. Leggermente vegetale, burro fresco, pepe bianco, delicato e fragrante. (84/100)

Vincent Renoir – Champagne Brut nature Grand Cru Subtile 2009
Complessio, ma non il massimo della finezza. Finisce corto. (82/100)

Pierre Baillette – Champagne Le Village Brut Nature Premier Cru
Colore intenso, naso vissuto, ha bisogno più di altri di tempo. Quando si apre sembra però evoluto, mela cotta, solare. Avrebbe forse meritato un élévage diverso. (81/100)

Lancelot Pienne – Champagne Blanc de Blancs Extra-Brut Grand Cru
Naso caratterizzato da una decisa nota aromatica, poi nocciola e lieviti. Frutta cruda al palato, bolla fine, leggero, quasi troppo e finale amarognolo. (80/100)

Pierre Gerbais – Champagne Brut Nature L’Audace 2013
Maturo ed evoluto, manca di stile, anche se il palato si riscatta un pochino. Finale di caramello bruciato. (80/100)


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