Nostalgia peposa

peposo

Quando ho nostalgia di casa, il mio pensiero entra in cucina, dritto fino al mobile dove c’è il pane. Sono i profumi del cinghiale in dolce e forte, che mi mancano, i coperchi che ogni volta alzo per sbirciare nelle pentole sul fuoco mentre mamma mi urla dietro e nel frattempo, mi sono già ustionata il palato, perché sono così smaniosa che non soffio neanche. Pesco nel tegame e infilo in bocca. Tanto lo so che è roba buona, un mix di calore pugliese e sapore toscano. Il mio dna è così; piccante, salato e peposo. Mamma mia quant’è bono. Non nominiamo il peposo o svengo!
Paolo Petroni nel suo libro “Il tesoro della vera cucina toscana” lo prepara così.
Peposo alla fornacina – ingredienti per 4 persone
Muscolo di vitellone (con venature di grasso e callosità): g 600
8 spicchi d’aglio
Vino rosso
Un cucchiaio di conserva
Sale e pepe
Tagliate il muscolo a spezzatino, facendo dei pezzi non troppo piccoli. Metteteli in una pirofila con gli agli interi, un bicchiere di vino, sale, la conserva sciolta in acqua calda e un bel cucchiaio colmo di ottimo pepe nero. Aggiungete ancora acqua calda in modo da coprire a filo la carne e mettete in forno medio. Fate cuocere lentamente, mescolando ogni tanto, per circa 2 o 3 ore, se necessario aggiungete altra acqua calda. Alla fine il peposo dovrà risultare ben ritirato, cremoso e morbidissimo. Volendo, servitelo su fette di pane abbrustolite e cosparso con altro pepe.
Ecco come si evolve un momento di nostalgia, a casa mia.


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