Non sopporto più quella cosa delle braccia rubate

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Probabilmente è un segno che invecchio, ma certi modi di fare o di dire non li sopporto più. Qualche giorno fa su Facebook ho bloccato il profilo di un tale che, per dire che certa gente non merita il posto che ha, non ha trovato di meglio di scrivere che si trattava di braccia rubate all’agricoltura. Gli ho fatto presente che era meglio cancellare l’espressione, in quanto quello agricolo è un lavoro essenziale e nobile, e lui mi ha detto che ho ragione, ma che sul sul profilo fa quello che vuole. Così l’ho bloccato, discussione inutile.

Ecco, questo modo di dileggiare il lavoro agricolo, additandolo come il più infimo, quello cui dovrebbero essere condannati gli incapaci d’altra attività, lo trovo totalmente insopportabile. Offensivo. Avvilente. Senza agricoltura non si mangia, non ci si nutre, non si sopravvive. Tutto parte dalla terra, e lo so che a lavorare la terra ci si sporcano le mani, ma grazie al cielo che c’è gente che continua a sporcarsi le mani per noi. Solo che finché seguiteremo a giudicarli come dei lavoratori minori, quelli che lavorano la terra, sarà totalmente ipocrita ogni altra considerazione sulla professionalità. Lavorare la terra richiede professionalità, esperienza, attenzione, perizia. Talento. Perfino passione. Altroché.

Dunque, da adesso in poi continuerò con la mia intolleranza, e ripudierò qualunque “amicizia” insista nel dileggiare chi lavora la terra. Proprio non lo tollero.


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3 comments

  1. Mario Gagliardi Rispondi

    Gentile Angelo Peretti , buonasera . Sante parole . I Contadini sono gli ” Angeli Custodi ” della terra. Hanno i calli sulle mani , una sapienza immensa e un cuore grande . Una categoria che merita tutto il nostro rispetto .

  2. Claudio Calvello Rispondi

    Ben detto!

  3. Luigi Sandri Rispondi

    Bravo Angelo,è ora di finirla con queste affermazioni da “ignoranti”,cioè che ignorano la “nobiltà” del lavoro agricolo . Mi piace una frase di Aldo Busi :”Senza coltura non c’è cultura”!