Non siamo macchine

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Ogni tanto aiuto mio marito in cantina durante i travasi. Mentre lui è in cima alle vasche a controllarne il livello, io sono in basso, a manovrare la pompa. Il mio compito è accenderla, spegnerla e girare la leva in un verso o nell’altro a secondo della direzione da dare al vino.

Perché ho tirato in ballo la pompa? Per una delle tante associazioni di idee che è nata nella mia mente qualche giorno fa, mentre alla radio trasmettevano un notiziario.

Nell’arco di pochi minuti si è parlato di crimini efferati (con dovizia di particolari), di esternazioni politiche, di amori vip e di risultati sportivi. Si è saltati freddamente da un argomento all’altro con la facilità di una rana su un tappeto elastico. Purtroppo per me avevo orecchie e cuore attenti a ciò che dicevano, e da lì è nata la domanda: “Come si fa ad  ascoltare il racconto di certi fatti e restare indifferenti, o dimenticarlo in un attimo? Ovvero: come si fa a cambiare radicalmente emozione in un batter di ciglia?”

Non si può.

O forse sì? Non lo so.

Il fatto certo è che non siamo macchine, ma a volte una leva per il flusso delle emozioni farebbe comodo.


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