Non si può tradire il territorio per seguire la moda

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“Non posso compromettere e cambiare lo stile dell’Hermitage per farlo più contemporaneo”. La frase l’ha pronunciata Jean-Louis Chave, una delle “divinità” di quella denominazione francese, nella Valle del Rodano. A raccoglierla e a riportarla in uno splendido servizio dedicato a questo vigneron è stato Robert Camuto sulle pagine di Wine Spectator. Ecco, questa è la frase che vorrei sempre sentir pronunciare con convinzione da un vignaiolo.

Certo, capisco che seguire le mode – la “contemporaneità” – del vino può aiutare a far cassetta. Ma il tradimento dell’identità territoriale alla lunga non paga. Anzi, rischia di costare cara, e il successo di trasformarsi in un fuoco di paglia.


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3 comments

  1. Marinella Rispondi

    Fintanto che i vini vengono “PIANIFICATI” a tavolino ancora prima della vendemmia non scriveremmo mai la Storia, nessuna storia.

    1. Angelo Peretti

      Angelo Peretti Rispondi

      La Storia del vino viene scritta dalle stagioni e dal rispetto che il vignaiolo deve avere per la vigna, il clima, i suoli e l’identità di un territorio. La Storia è identitaria.

  2. Lucio Pompili Rispondi

    Ha pienamente ragione
    Non è questione di moda o tradizioni
    Ma ‘Radici’….