Ma da noi non attecchisce neanche il Frosé

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Il nome è simpatico, il successo internazionale è straripante, ma da noi non va. Non ancora, quanto meno. Parlo del Frosé, il frozen rosé, una via di mezzo tra un sorbetto e un long drink, che dall’anno scorso va alla grande a Londra e a New York. D’altra parte, in Inghilterra e soprattutto in America si beve un sacco di vino rosato, e dunque ci sta che spopoli una maniera “alternativa” di berlo. In Italia il rosato continua a faticare, e dunque si continua a preferire lo Spritz.

Comunque, per chi volesse provarci, il Frosé si fa grosso modo, come segue.

Si versa una bottiglia di rosé in un contenitore di plastica (altrimenti la bottiglia di vetro si spacca) e si mette a ghiacciare nel freezer.

Quando il rosé è ghiacciato, a parte si prepara uno sciroppo di fragole. Che significa mettere sul fuoco un pentolino con mezza tazza di zucchero, mezza di acqua e un paio di etti di fragole tagliate e fettine e lasciar andare avanti finché lo zucchero si è sciolto tutto. Poi si fa raffreddare.

A questo punto, si spacca a pezzetti il rosé ghiacciato e lo si mette a frullare insieme con lo sciroppo di fragole e il succo di un limone fino a ottenere una specie di sorbetto.

Si guarnisce in coppa con fettine di fragole, oppure ribes, oppure lamponi, oppure melagrana, oppure foglioline di menta, oppure buccia di limone. Io ci vedrei bene anche dello zenzero (ma non ho mai provato). Insomma, usate un po’ di fantasia.

Poi, anche nella ricetta ci sono un sacco di variazioni sul tema. Per esempio, c’è chi usa il succo di pompelmo (rosa) al posto del limone o chi ci mette un goccio di sciroppo di fiori di sambuco.


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