Niente sesso, facciamo birra (inglese)

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Avete presente quella formuletta del “drink responsibly”, il bevi responsabilmente? Roba un po’ farisaica, perché scarica a valle il problema, sul consumatore. Il tema della responsabilità sociale dovrebbe essere a cuore prima di tutto a chi produce. Sempre e comunque, e non solo perché l’alcol può essere fonte di problemi seri. Anche per certi atteggiamenti sessisti che da sempre accompagnano il marketing (la réclame, si diceva una volta) degli alcolici.

Ora il mondo dei birrifici indipendenti ha deciso che non ci deve più essere posto per il marketing sessista o oltraggioso. Un’assunzione di responsabilità molto netta. Accade nel Regno Unito. Lo chiede la Society of Independent Brewers (Siba), fondata nel 1980 per rappresentare gli interessi dei birrifici indipendenti britannici, già allora in forte sviluppo. Oggi i soci sono circa 850. A breve avranno un Codice di Comportamento su come etichettare e reclamizzare le loro birre, per evitare ogni forma di discriminazione o di violenza.

L’invito della Siba ai propri associati è quello di prendere da subito in considerazione le loro forme di pubblicità, anche quelle in essere da tempo, e di mettere in campo dei progetti per cambiare qualunque elemento possa essere considerato inappropriato. Non solo. La Siba spera che tutto il settore degli alcolici abbia un approccio analogo nell’affrontare il problema, coinvolgendo anche il Portman Group, l’ente che vigila sul marketing dei prodotti alcolici nel Regno Unito.

Ben fatto.


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