Natalino Balasso, l’Amarone e il Premio Masi

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L’hanno premiato “per essere uno dei più versatili e geniali eredi della Commedia dell’Arte italiana e per la declinazione veneta che esprime in forme d’irresistibile e intelligente comicità”. È vero, accidenti se è vero. Io lo trovo irresistibile, geniale, e quando ci dà dentro anche caustico, come solo il grande attor comico della Commedia dell’Arte può essere. Sarà che è veneto – da Porto Tolle, nel Polesine, “filiale meridionale del Veneto”, come dice lui -, e io sono parimenti veneto, ma se posso ai suoi spettacoli ci vado di corsa.
Lui è Natalino Balasso e il premio che gli hanno conferito è quello per la Civiltà Veneta attribuito annualmente dalla Fondazione Masi, che a sua volta fa riferimento alla Masi Agricola, grande nome dell’Amarone. Ah, sì, ovvio che Balasso abbia parlato anche di Amarone, quando l’hanno premiato. “L’Amarone, che vino: livella le papille gustative”, ha detto, e del resto chi nasce in veneto col vino ci ha a che fare. “Normale, per un veneto, averci a che fare”, parole sue.
Assieme a Balasso sono stati premiati il filosofo Roger Scruton, che ha scritto belle cose sul vino, l’artista Giosetta Fioroni, il fumettista e disegnatore Lorenzo Mattotti e la filosofa scrittrice Ágnes Heller.


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