Il mondo del vino è donna (circa)

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Il 26,5% delle imprese che operano nel mercato del vino italiano è in mano alle donne. La percentuale sale al 28% se si tiene conto delle sole aziende vitivinicole, escludendo dunque il commercio. Non male, se si pensa che la media italiana indica al 22% le realtà aziendali che sono gestite in via esclusiva o almeno maggioritaria da donne.

I dati vengono da una ricerca realizzata da Cribis, la società del gruppo Crif specializzata nella business information, che ha analizzato le circa 73.700 aziende operanti nel settore del vino. A diffondere il documento è stata l’associazione delle Città del Vino.

A dire il vero pensavo che la presenza femminile nel settore vinicolo potesse essere ancora più elevata. Lo pensavo avendo in mente il contesto produttivo del “mio” lago di Garda orientale.

Mi si permetta dunque un’autocitazione. Qualche tempo fa, feci condurre un’indagine nella filiera del Bardolino. Ne venne fuori che una cantina su tre nella denominazione bardolinese è gestita da una donna. Se si considerano i contitolari, la percentuale sale addirittura dal 33,3% al 50%. La presenza femminile nella guida delle aziende vinicole della costa orientale del lago di Garda è dunque altissima, ben oltre la media regionale veneta, che si attesta su un più modesto 24% e al di sopra anche di quella nazionale, che come abbiamo visto è del 28%. Se poi si prendono in esame i collaboratori familiari, figura essenziale nelle piccole e medie aziende del Bardolino, la metà sono donne: anche nelle cantine a conduzione maschile, dunque, il ruolo della donna fondamentale.

Ecco, sì, il vino della mia terra gardesana è in buona parte donna.


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