Da Milano una nuova via del gin italiano

tom_gin_500

Può esistere una via italiana al gin? Non me l’ero mai chiesto finché non ho assaggiato un nuovo gin appena uscito, il Tom, acronimo che sta per Touch of Milan, un tocco di Milano, ed è soprattutto a Milano che lo si trova in alcuni locali.

O meglio, di gin fatti in Italia ne ho assaggiati molti, ma la mia impressione è che spesso anche i migliori fossero in qualche modo o imitativi di stili altrui, oppure un po’ rustici, più o meno correlati alla prevalenza aromatica del ginepro, quasi si trattasse di genever olandesi.

Il Tom gin mi ha spiazzato abbastanza. Perché nell’impatto al palato è proprio molto – come dire – italiano, ricordando la potenza delle grappe tradizionali, ma l’approccio aromatico è invece piuttosto inusuale, come del resto già mi era capitato in un paio di altre singole occasioni. Solo che questa volta c’è una perfetta fusione tra la forza espressiva e l’aromaticità del sorso, dovuta, leggo su un comunicato, ad erbe e radici “tipiche del territorio lombardo”, purtroppo non elencate.

Il profumo, ad ogni modo, è molto rinfrescante, di resina di pino e di ginepro.

La bocca trasmette sensazioni in parallelismo con l’olfatto, ancora con intense sensazioni di pino mugo e, in sottofondo, il ginepro. Compare successivamente la vena floreale, morbida, della camomilla, e un che di officinale, di salvia, che man mano va prendendo spazio e si amplifica, aumentando la percezione di freschezza, che riesce a tenere a bada l’alcol. Alla distanza, si affacciano persistenti sfumature agrumate e amarognole di buccia di arancia.

Secchissimo, dritto, potente. A quarantadue gradi di alcol.

Caterina Rossi Puri e Giordano Conca, titolari del brand Touch of Milan, lo presentano come “un premium dry gin così speciale perché racchiude in sé note aromatiche corpose e persistenti” e hanno ragione.

Ottimo nella mixology (lo vedrei bene in un classico Martini cocktail), non è delude neppure da solo, consigliato soprattutto a chi beve distillati piuttosto forti.

Torno dunque al quesito: che stia nascendo una nuova via italiana al gin?

Un’ultima domanda: chi lo produce e chi lo distilla? In etichetta è scritto che “è un prodotto di Are Communication” di Milano e che viene da una distilleria non nominata (non è obbligatorio nominarla), il cui indirizzo è tuttavia a Pieve del Grappa e corrisponde esattamente a quello di Genziana Distillati.

Tom Touch of Milan Gin
(88/100)

In questo articolo

Scrivi un commento