I miei 5 Bordeaux preferiti al Grand Tasting (e gli altri)

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Una degustazione in chiaroscuro per i Bordeaux, sia per l’evidente deriva modernista di molti vini di questa regione, sia per l’alternarsi di annate tra di loro molto diverse. I vini più interessanti sono quelli meno carichi di legno e di concentrazione. Che fatica però trovarli. Questo è, in estrema sintesi, l’esito della mie degustazioni di vini bordolesi al Grand Tasting di Parigi.

In ogni caso, ecco i miei cinque preferiti.

I miei 5 migliori Bordeaux

Château Beychevelle, Saint-Julien 2007

Château Kirwan, Margaux 2013

Château Batailly, Pauillac 2012

Domaine de l’Eglise, Pomerol 2012

Château Dauzac, Margaux 2015

Tutti i Bordeaux del Grand Tasting

Ora, tutti i vini bordolesi assaggiati al Grand Tasting, azienda per azienda.

Château Prieuré-Lichine

Margaux 2011. Mirtilli e more, molto cabernet nella sua espressione. Meno buono al palato, rigido e con notevole presenza di legno. Finale di caffelatte. 82

Margaux 1996. Jéroboam. bella evoluzione sulla liquirizia e la frutta sotto spirito. Delusione al palato per una evidente vena vegetale, non del tutto negativa, ma nemmeno elegante. 84

Château Latour-Martillac

Pessac-Léognan Rouge 2011. Una certa rigidità e durezza tannica, manca di fondo e di morbidezza. Troppo legno. 83

Pessac-Léognan Blanc 2014. Aromi di asparago e peperone verde. Riesce ad essere piacevole, finale di fiori (sambuco). 85

Château Beychevelle

Saint-Julien 2011. Buoni risultati per il cabernet in questo settore. Una annata classica confermata da questo Beychevelle, estremamente acerbo ma completo e in grado di evolvere per almeno 20 anni. I tannini potrebbero essere più delicati. 89

Saint-Julien 2007. Annata più difficile, ma il vino in questo momento inizia a rivelarsi. Tartufo e terra, morbido e rotondo. Si può iniziare a bere, senza fretta. 90

Château Kirwan

Margaux 2013. Dopo una prima bottiglia con un tappo difettoso, si scopre un vino elegante e floreale, in linea con quanto ci si aspetta da questa denominazione. Vivace e molto gradevole. 90

Margaux 2011. Morbido, quasi pronto, un frutto piccolo ma maturo. Il finale resta tannico, poco disponibile. 87

Château de Fieuzal

Pessac-Léognan Rouge 2013. Vegetale e diluito. 78

Pessac-Léognan Blanc 2012. Molto legno, manca freschezza. Morbido, quasi molle. 84

Château Batailley

Pauillac 2012. Un vino che suscita dell’entusiasmo. Minerale, nota di tabacco su sfondo balsamico. Si può definire classico. Maturo e completo, finale terroso. 93

Château Trotte-Vieille

Saint-Emilion Grand Cru 2012. Austero e leggero al tempo stesso. Esemplare la fattura, una espressione facile ed accessibile, non spinge sui tannini. Prezzo troppo caro (sui 90 euro). 87

Château du Domaine de l’Eglise

Pomerol 2012. Profumato, si sente la violetta accanto al pepe, alla menta e al lampone. Terra umida e tartufo al palato, morbido e con una giusta estrazione. Esemplare. 92

Château Marquis de Terme

Margaux 2014. Alcolico e potente, marca di charme, rimane fermo sui tannini. 84

Margaux 2011. Un cenno di evoluzione, cuoio, terra, tartufo nero, resina. Largo e tannico, sarebbe migliore se non asciugasse troppo nel finale a causa della massa tannica. 86

Château Grand-Puy Ducasse

Pauillac 2012. Delusione per questo storico cru. Tanto legno, materia poco matura e vegetale, tannini dominanti. Manca di piacevolezza. 83

Château Meyney

Saint-Estèphe 2012. Molto scuro, bel naso con un bouquet completo. Ancora però una grande massa tannica che deve assestarsi, pazienza, ma forse il legno poteva essere meno presente. 89

Château Le Tour de Mons

Margaux 2014. Non un anno facile per Margaux. Ad un naso abbastanza fresco fa seguito una bocca devastata da un uso smodato del legno. Mi dovrebbero spiegare il perché di queste scelte. 81

Château Dauzac

Margaux 2012. Blend di cabernet sauvignon al 63% e merlot al 37%. Finalmente un vino elegante non coperto dal legno. Più frutto e personalità, meno materia e più finezza. 91

Margaux 2013. Si conferma una cantina in chiaro progresso negli ultimi millesimi. Mirtilli e frutta matura al naso, tannini più abbondanti rispetto al 2012, ma si affineranno. 88

Margaux 2011. Magnum. In una fase intermedia, ancora giovane e appena all’inizio della sua evoluzione. Assomiglia al 2012, con più morbidezza e meno materia. Vorrei sentirlo tra 20 anni. 90

Margaux 2015. Vino ancora in botte al momento dell’assaggio. Grafite, tabacco, grande naso e materia setosa, ricca e complessa. Il vino più completo, sperando vada in bottiglia così com’è. 93

Château Léoville Barton

Saint-Julien 2006. Un pizzico di delusione, ad un naso discretamente complesso fa seguire un palato che manca di frutto e troppo tannico. 2006 si conferma un anno complicato, specie se si esagera col legno. 84

Château Sociando-Mallet

Haut-Médoc 2012. Probabilmente non in un momento dei più facili. Accusa una durezza al palato che non gli conosco. Da risentire. 88

Haut-Médoc 2012. Sottotono, vegetale. Tannico e statico. 84


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